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Pisa

«La pandemia dà un ruolo centrale alle istituzioni: serve la partecipazione elettorale»

«La pandemia dà un ruolo centrale alle istituzioni: serve la partecipazione elettorale»

La sociologa Sofia Capuano: «Le persone hanno capito che la vita sociale è influenzata dagli enti: l’augurio è che partecipino» 

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L’intervista / 2

«La tutela della salute pubblica ha prodotto un rapporto vincolante tra le decisioni istituzionali e la vita di ognuno di noi. A prescindere dal merito del pensiero che ogni individuo ha nei confronti delle misure adottate contro il coronavirus è evidente che le distanze tra individuo e istituzioni si sono accorciate: in questo periodo le istituzioni non sono percepite come qualcosa di lontano, in quanto ogni scelta e indicazione istituzionale ha effetti diretti e rapidi sulla vita di ognuno». Sofia Capuano, dottore di ricerca in Storia e sociologia della modernità e collaboratrice del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pisa, pone così l’attenzione su un elemento fondamentale in gioco nelle elezioni regionali e nel referendum del 20 e 21 settembre: la partecipazione di cittadini al voto messa a rischio dal disamore per la politica e dalla paura causata dal coronavirus.

Perché oggi più che mai è importante votare?

«Il fatto che le scelte della politica influenzino direttamente il nostro modo di vivere, la nostra libertà di movimento e i nostri comportamenti fa rivalutare lo strumento che l’uomo ha per modificare gli assetti istituzionali che non rispondono più alle istanze per cui sono state create. Questo strumento è la partecipazione».

È in atto un cambiamento radicale?

«Ciò che sta accadendo oggi in tutte le parti del mondo fa ipotizzare un’inversione di tendenza rispetto alle dinamiche relazionali e alla percezione che gli individui hanno di se stessi rispetto agli altri e rispetto alle istituzioni».

Ossia?

«L’individuo non è uno spettatore passivo in una società organizzata, ne è il protagonista se partecipa alla sua costruzione. Questo momento difficile può rappresentare un terreno fertile per recuperare la consapevolezza che le istituzioni non sono altro che un prodotto dell’uomo, in altre parole una risposta comune a un bisogno».

Insomma, non è il momento di astenersi.

«L’emergenza in atto sembra stia riportando in primo piano tale consapevolezza. E questo è evidente sia negli atteggiamenti critici verso le misure imposte, sia in quelli a favore della gestione dell’emergenza. In un senso o nell’altro le persone percepiscono quanto la vita sociale dipenda dalle istituzioni. E l’augurio è che questa consapevolezza si traduca in partecipazione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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