Gioco
«La Provincia rimane sorda di fronte alle nostre richieste»
I genitori dell’istituto comprensivo Fucini (plesso delle succursali di via Sancasciani) lamentano la carenza di spazi adeguati
pisa
I genitori dell'istituto comprensivo Fucini (plesso succursali in via Sancasciani) evidenziano in una lettera aperta la situazione «che sta procurando un evidente danno all’istituto stesso in generale e a tutte le famiglie in particolare, che vivono nella più totale incertezza, non sapendo se le proprie figlie e i propri figli potranno usufruire di due spazi presenti all’interno dello stesso plesso delle succursali, piccoli ma assolutamente indispensabili per il rispetto dei parametri normativi richiesti. La logica, il buon senso e un minimo di razionalità vorrebbero che fossero assegnati alle scuole medie, ma a meno di due settimane dall’inizio dell’anno scolastico si segnalano soltanto l’inerzia e un ingiustificabile immobilismo dell’ente competente alla soluzione della questione. Visto che dal 2014 le Province non hanno più organi elettivi (le componenti sono elette direttamente dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni), si è evidentemente persa anche l'abitudine di rispondere ai propri cittadini».
«Non chiediamo – scrivono Simona Marzilli e Francesca Ciardelli, rappresentanti del consiglio d’istituto – alla Provincia di allargare le nostre aule, figurarsi, ma solo di concederci per quest'anno i due locali, ristrutturati, nuovi, ampi che la stessa Provincia ha tenuto chiusi ad ammuffire per cinque anni (depositandoci arredi scolastici dismessi) e che due anni fa ha concesso al liceo Dini, che li ha utilizzati prima per il “coro della scuola” e poi, nei soli quattro mesi previsti dalle norme di istituto, per il ricevimento genitori. Chiunque, converrebbe che sarebbe la soluzione perfetta per permettere la ripartenza dell’anno scolastico senza far spostare due classi di undicenni chissà dove. Per questo i primi di giugno il nostro dirigente ha rivolto una lettera a Comune e Provincia illustrando la criticità della situazione, l’urgenza e anche la facilità della soluzione per assicurare la scuola in presenza a tutte le classi. Da due mesi la Provincia ci ignora, forse fa qualche indagine, qualche colloquio, ma assolutamente non ci degna di una risposta. L'unico che si muove a pietà è l’assessorato alla pubblica istruzione del Comune, che si offre di aprire un'interlocuzione con la dirigente del liceo Dini per garantire spazi alternativi da assegnare al liceo. Sì perché nel frattempo lo stesso liceo, pur avendo per il prossimo anno scolastico un numero di classi inferiore a quello dell'anno scorso, si è affrettato a rivendicare gli stessi spazi per usarli, quest'anno, come aule rischiando peraltro di intasare un ingresso (via Sancasciani) su cui gravano già nove classi di scuola media, aggiungendoci due classi di scuola superiore». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google