Il Tirreno

Pisa

«La città seppe rialzarsi con orgoglio e il senso di comunità solidale»

«La città seppe rialzarsi con orgoglio e il senso di comunità solidale»

Il sindaco Conti fa appello ai valori della ricostruzione post bellica «L’esempio di allora come insegnamento per andare avanti»

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pisa

Pisa non dimentica le ferite della guerra. E coltiva la memoria anche con la cerimonia per ricordare i bombardamenti del 31 agosto 1943 che si è tenuta ieri a Porta a Mare.

«Pisa e i pisani il 31 agosto 1943 furono vittime di un drammatico bombardamento che in pochi minuti rese irriconoscibili le nostre strade e le nostre piazze e gettò nel dolore e nello sconforto migliaia di nostri concittadini – è il discorso del sindaco Michele Conti –. Quel giorno, dicono le cronache ufficiali, le vittime furono 952 e migliaia furono i feriti, ma il bilancio è reso ancora più drammatico dal numero mai veramente definito dei dispersi di quella pioggia di piombo caduto dal cielo».

I Lungarni furono semidistrutti, i ponti crollati, la stazione rasa al suolo e il quartiere di Porta a Mare venne polverizzato, la Saint-Gobain fu colpita e lì persero la vita molti degli operai che si trovavano in quel momento in pausa pranzo. In molti, a quel tempo, avevano la convinzione che Pisa sarebbe stata risparmiata dai bombardamenti e invece quel giorno la guerra entrò nelle case e portò il lutto e la disperazione.

«Ma Pisa fu poi in grado di rialzarsi, di ripartire, di ricostruire negli anni, facendo leva su quel senso di comunità, di solidarietà nelle difficoltà, di orgoglio per la propria terra che è rimasto un tratto distintivo della nostra gente – prosegue Conti –. Tutte caratteristiche che sono riemerse nei mesi passati di questo anno così particolare in cui abbiamo dovuto attraversare una pandemia inattesa e invasiva che, come quel bombardamento, non ha risparmiato la nostra città. Compito delle istituzioni è servire le proprie comunità, assicurare servizi efficienti, governare il territorio. Ma non può limitarsi a questo. Deve anche essere stimolo a coltivare la storia, quella con la S maiuscola che ci fanno studiare nei libri a scuola ma anche quella delle nostre città che, in casi come questi, si è incrociata con la storia della Seconda guerra mondiale che ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo. Dall’esempio di chi allora ha lavorato per il bene comune dobbiamo trarre insegnamento oggi per trasformare le nostre energie comuni in azioni per andare avanti, senza lasciare indietro nessuno, affinché la nostra comunità riprenda il cammino della prosperità e dello sviluppo». Il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai: «Alle istituzioni cittadine è affidano anche il compito di essere da impulso e da monito affinché tragedie come quella che ha colpito la nostra città il 31 agosto del 1943 non possa accadere mai più. Il ricordo del bombardamento di Pisa è il baluardo più importante che possiamo erigere a difesa della libertà e della pace». —

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