Proteste
«Toscana contendibile, per la prima volta»
Letta e Orlando ospiti del dibattito organizzato al circolo Arci Pisanova con i candidati Pd in regione Nardini e Pieroni
pisa
Saranno elezioni regionali diverse rispetto agli anni scorsi. Complici le vicende nazionali, la legge elettorale e una destra compatta, «per la prima volta la campagna elettorale in Regione non ha un risultato scontato, ma è contendibile. Dovremo sudare la vittoria fino in fondo». A dirlo è Enrico Letta, ex presidente del consiglio, che ieri pomeriggio è arrivato a Pisa insieme al vicesegretario nazionale del Pd Andrea Orlando per sostenere la candidatura di Alessandra Nardini e di Andrea Pieroni, rispettivamente capolista e candidato Pd al consiglio regionali. Diverse decine di amministratori, consiglieri, esponenti e simpatizzanti hanno partecipato all’iniziativa elettorale introdotta da Ylenia Zambito e organizzata dai due candidati Pd al circolo Arci “Pisanova”. Tanti i temi toccati: da quelli nazionali, come il ruolo svolto dall’Italia per un’Europa più solidale, fino agli argomenti locali, che interessano il territorio pisano e toscano. Primo fra tutti, la questione dell’aeroporto Galilei. «Non mi era mai capitato, ma recentemente per arrivare a Pisa da lontano mi è toccato atterrare a Peretola. E, come ha detto il comandante dell’areo, la frenata è stata tutt’altro che delicata», scherza l’ex presidente Letta, che ha sottolineato la necessità di difendere la strategicità dell’aeroporto pisano nel sistema dei trasporti regionali. Sul rapporto Pisa-Firenze si è pronunciato anche il vicesegretario Orlando, nativo di una provincia, quella spezzina, che da sempre si confronta con la capitale. «Le regioni devono evitare di essere schiacciate dall’eccessivo centralismo». E, sul piano della sanità, Orlando ha elogiato il modello toscano rispetto a quello lombardo, portato ad esempio da Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra alle regionali. «Prima del Covid era più complicato spiegare che se l’Italia ce l’ha fatta è grazie al sistema sanitario nazionale pubblico e universalistico. Ci sono poi dei modelli differenziati: alcune regioni, come la Toscana, hanno scommesso sul territorio, mantenendo la medicina di base, mentre altre hanno preferito ultra specializzarsi, puntando sul business, come la Lombardia. L’emergenza sanitaria ha evidenziato la fragilità di alcuni sistemi». E la sanità è stata al centro dei due candidati alle regionali, insieme alle infrastrutture. «Pisa e la costa devono crescere con la stessa velocità con cui cresce il resto della Toscana», sostiene Nardini. «Non è una battaglia di campanilismo, perché se cresce la costa si sviluppa l’intera regione. Al centro la scuola: si deve ripartire in presenza con investimenti nell’edilizia scolastica. Priorità anche a uno sviluppo sostenibile e a una occupazione di qualità e sicura». — S.V.
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