Italia
Pisa, condannati a risarcire il Comune per i soldi a fondo perduto persi
La Corte dei conti contro un architetto e un geometra di Palazzo Gambacorti
PISA. Non aver informato dei ritardi nei lavori l’ente erogatore di un sostanzioso contributo a fondo perduto per il rifacimento del Giardino Scotto e della Cittadella non solo è costata al Comune la perdita dei soldi. Ora arriva pure la condanna della Corte dei conti a carico del dirigente del settore lavori pubblici, architetto Marco Guerrazzi e del responsabile del procedimento, il geometra Riccardo Cini. La notizia è stata anticipata nella versione cartacea del Tirreno nell'edizione del 16 luglio scorso.
La magistratura contabile contesta un danno erariale quantificato in 463mila euro da rifondere a Palazzo Gambacorti. Per l’architetto Guerrazzi, 64 anni, di Pisa, (seconda condanna per la stessa contestazione, ndr) l’importo da versare nelle casse del suo datore di lavoro è di 185mila euro, mentre per il geometra Cini, 64 anni, pisano, la cifra sale a 278mila euro. In origine il contributo andato in fumo si aggirava sul milione e 200mila euro. Poi circa 300mila euro la Fondazione li aveva comunque donati di nuovo. E il conto andava a circa 900mila euro. I giudici hanno ritenuto, nel quantificare il danno, «che l’inerzia degli organi politici, in ogni caso, se non può assumere rilievo alcuno per scriminare la condotta dei convenuti, incida sul quantum debeatur che, in dipendenza del concorso causale di altri comportamenti omissivi, può ritenersi riducibile della metà rispetto al danno effettivo come sopra determinato». Uno sconto su quanto pagare al Comune per aver perso soldi a fondo perduto erogati dalla Fondazione Pisa per un totale di oltre 2 milioni di euro. Per alcuni lotti di intervento dirigente e funzionario non avrebbero comunicato, come era previsto dalla convenzione Comune-Fondazione (stipulata nel 2010), i ritardi nello stato di avanzamento dei lavori. Il 29 dicembre 2015, la Fondazione «aveva preso atto della mancanza di una comunicazione relativa alla protrazione dei lavori oltre il termine convenuto lamentando, più in generale, la mancanza di interlocuzione con l’ente finanziato, disponendo in uno la revoca del finanziamento». Di qui lo stop alla tranche di 1,2 milioni di euro. L’amministrazione Filippeschi aveva censurato il comportamento di Guerrazzi e dopo aver «ravvisato un illecito disciplinare ha irrogato al convenuto la misura disciplinare della sospensione dal servizio per la durata di tre giorni». La sentenza della Corte dei conti contesta al dirigente e al funzionario la colpa grave nella perdita dei soldi della Fondazione. —
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