Il Tirreno

Pisa

Arpat sui cattivi odori «Massimo impegno per trovare le cause»

Sui controlli e le possibilità di intervento per l’agenzia è indispensabile più sinergia 

2 MINUTI DI LETTURA





ambiente

«Sull’operato di Arpat riguardo alle maleodoranze nella zona di Calambrone è necessario fare alcune precisazioni». A parlare è l’agenzia per l’ambiente della Toscana che interviene sui cattivi odori dopo l’ennesima segnalazione da parte di alcuni cittadini residenti. In particolare l’agenzia spiega come funzionano i controlli e cosa è possibile fare. «Nei casi come quello segnalato, Arpat non valuta la situazione sulla base del monitoraggio ordinario, ma si sta occupando dei fenomeni specifici e puntuali, e quindi proprio dei picchi emissivi provenienti da un’area industriale estesa, con varie fonti emissive, prossima a zone abitate, situazione resa ancora più complessa dall’apporto delle emissioni provenienti dalle navi adibite al carico scarico di idrocarburi nel porto di Livorno».

«La situazione è molto complessa - prosegue l’agenzia - perché, appunto, i picchi di maleodoranze non provengono da una sola fonte e anche laddove hanno interessato un impianto ben preciso, la raffineria Eni, si parla di una realtà comprendente centinaia di serbatoi». Arpat si sta facendo carico del problema da tempo e ha già messo in campo azioni «che hanno permesso di individuare le cause degli episodi di maleodoranza e promosso gli importanti interventi. Miglioramenti ci sono stati, ma sicuramente molto ancora c’è da fare». L’agenzia comprende il disagio dei cittadini che hanno segnalato e continuano a segnare il problema. «Le problematiche derivanti dalla prossimità di insediamenti abitativi a realtà industriali, soprattutto se di questa consistenza, non sono mai semplici da risolvere - aggiunge Arpat - . Riguardo alla specifica situazione di Calambrone, individuare di volta in volta le fonti emissive degli episodi acuti di maleodoranze, non è di facile realizzazione solo tramite interventi del personale reperibile allertato dalla protezione civile, al quale comunque è necessario tempo per poter arrivare sul luogo. È invece indispensabile una sinergia di attività coordinate anche con altre istituzioni, con le imprese sul territorio e con tutti i cittadini, così come da tempo è in atto, e tra queste potrebbe essere utile poter collocare una centralina mobile di rilevamento della qualità dell’aria. I dati rilevati in continuo potrebbero essere esaminati, anche a posteriori, incrociati con quelli meteo ed analizzati dalle nostre strutture specialistiche per individuare – anche con l’uso della modellistica – le fonti delle emissioni. L’Agenzia ha manifestato la propria disponibilità in tal senso alle istituzioni preposte, che, in base alla normativa, devono assicurare il necessario finanziamento».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web