Attenzione
«Uno sforzo per non penalizzare i Comuni più piccoli e periferici»
Il gruppo consiliare Centrosinistra-Progetto Calci 2024 interviene sulle difficoltà e le incertezze in vista dell’avvio dell’anno scolastico
L’APPELLO
Tra i vari pezzi del puzzle che devono incastrarsi per un riavvio delle scuole in sicurezza «quello del trasporto pubblico locale è un aspetto particolarmente complesso da gestire, ma cruciale. Serve che governo e Regioni arrivino presto ad una soluzione praticabile». Così Francesca Meneghini, capogruppo consiliare di Centrosinistra-Progetto Calci 2024.
«Come gruppo consiliare di maggioranza del Comune di Calci, in quanto piccolo comune che fonda sul Tpl gran parte dell’accesso dei propri studenti agli istituti superiori nei maggiori comuni limitrofi, siamo fortemente preoccupati - aggiunge Meneghini - per i nodi ancora da sciogliere, relativi a capienza, distanziamento e frequenza dei bus. L’amministrazione calcesana, giova ricordarlo, è fortemente impegnata nel sostegno del Tpl, per il quale contribuisce ogni anno con circa 30mila euro, proprio per potenziare le corse a servizio dell’accesso a scuola ed è direttamente coinvolta nell’organizzazione del servizio scuolabus per le scuole del paese. L’assessore alla mobilità Stefano Tordella, di concerto con gli altri assessori dell’Area pisana e con i responsabili della Provincia, si è attivato già da giugno per evidenziare le criticità ed aprire un canale di confronto con le istituzioni sovraordinate».
«Per questo come gruppo Centrosinistra-Progetto Calci 2024 auspichiamo con forza - prosegue - che le istituzioni preposte non risparmino nessuna energia nel cercare una soluzione che coniughi le esigenze di sicurezza a considerazioni concrete di fattibilità, così da garantire che tutti gli utenti possano usufruire pienamente del Tpl per recarsi a scuola e nei luoghi di lavoro. È in gioco la parità di accesso ai servizi scolastici per tutti i comuni: grandi e piccoli, decentrati, periferici. Si faccia ogni sforzo per ridurre le disuguaglianze territoriali. La questione della riapertura rappresenta un interesse generale che dovrebbe andare al di là delle divisioni politiche. Governo e Regioni facciano quindi un ultimo sforzo unitario per dare una soluzione al Paese, evitando di fare sulla scuola sciocche polemiche da campagna elettorale». —
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