Il Tirreno

Pisa

allarme sicurezza in centro 

«Da dopo il lockdown ben quattro tentativi di furto»

Valentina Landucci
«Da dopo il lockdown ben quattro tentativi di furto»

Parlano alcuni dei titolari delle attività di via Pascoli: bivacchi, liti e spaccio sono all’ordine del giorno. «E qui siamo costretti a chiudere prima»

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PISA. La chiusura qui è un po’ anticipata rispetto a quella delle altre attività del centro città. No, non è questione di voler andare a casa prima degli altri. Il problema è chi trovi fuori dal negozio quando esci la sera. Così si anticipa rinunciando magari anche a qualche euro di incasso in più: «Ma è una questione di sicurezza, lo facciamo per la nostra incolumità». A parlare è Daria Magli, una delle titolari del bar Lumi di via Pascoli, all’angolo di via Turati.

Da qui conti i passi, poche decine, e sei in Corso Italia, cuore commerciale della città. Eppure in certi momenti della giornata sembra di essere in una periferia degradata di una metropoli: tossicodipendenti che chiedono soldi a ogni passante, ubriachi, venditori abusivi, mendicanti. Non sempre (e a dire il vero negli ultimi giorni un po’ meno del solito), non a tutte le ore. Ma il problema esiste «ed è incredibilmente aumentato da quando abbiamo riaperto dopo il lockdown», aggiunge Daria. Vuoi perché sono aumentate le persone in difficoltà economiche vuoi perché i controlli mirati in zona Stazione, voluti dall’amministrazione comunale, hanno spinto più su verso Corso Italia, i frequentatori abituali delle gallerie. «Sta di fatto – aggiunge Daria – che dalla riapertura ad oggi abbiamo subìto ben 4 tentativi di furto». Ogni volta danni alla porta di ingresso o, come una settimana fa, alla tenda del locale. «Stamani (ieri mattina, ndr) sono passati i vigili urbani – racconta – mi hanno chiesto come va e, come abbiamo letto su Il Tirreno, hanno confermato una loro maggiore presenza d’ora in avanti. Mi fa piacere, speriamo che serva». Perché resistere in questo pezzo di città non è facile. «Le difficoltà maggiori le abbiamo con le persone che stazionano qui davanti – continua – spacciano, bevono, sono insistenti nel chiedere soldi e quando sono su di giri litigano tra loro. Non va bene, per noi è un danno enorme». Oltre ai rischi che lei e i colleghi del locale corrono. «Entrano e magari ci chiedono di andare in bagno – prosegue Daria – se gli diciamo di no ti offendono». Di aggressioni non ne hanno mai subite, ma offese e minacce sì. E non solo loro. Lungo la strada i commercianti si trovano spesso ad allontanare le persone che bivaccano sui gradini d’ingresso dei negozi, formano capannelli, impediscono alla clientela di accedere alle attività. Praticamente tutte nell’arco degli ultimi 12 mesi, “visitate” dai ladri. In qualche caso sono riusciti ad entrare, in altri ci hanno solo provato. E non ci sono allarmi che tengano da questo punto di vista: «Ogni volta – raccontano i commercianti della strada – sono centinaia o migliaia di euro di danni». A questo si aggiunge il fatto che non bastano i passaggi delle forze dell’ordine a allontanare gli spacciatori: «La vendita sulla strada – raccontano – e sul retro, dove si è meno in vista, il consumo».

Da oggi una maggiore presenza della polizia municipale “fissa” tra via Pascoli, via del Cottolengo, via Turati oltre che sull’asse Corso Italia-piazza Vittorio Emanuele dovrebbe riuscire a migliorare la situazione. Residenti e commercianti almeno ci sperano. —
 

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