Toscana
In fila a distanza ravvicinata per far controllare i passaporti
La denuncia di un passeggero in partenza dal “Galileo Galilei” per Londra «Non si riusciva neanche a scendere le scale per quanta gente c’era»
PISA
Altro che un metro di distanza. Sfiora il corpo a corpo il serpentone di passeggeri che al piano superiore dell’aeroporto Galilei si snoda in una fila obbligata per il controllo dei passaporti. Ci sono almeno quattro voli giornalieri per Londra e le code non sono un evento sporadico. Con la conseguenza che la sosta a distanza ravvicinata non è destinata a essere un contatto di pochi secondi. No, i piccoli passi con cui si muovono i passeggeri li “condanna”, ancorché muniti di mascherina, a starsi quasi addosso.
In alcuni scatti fotografici Riccardo D’Emidio, ricercatore all’University of Sussex e residente a Brighton, ha documentato in tempi di riflusso Covid la vicinanza tollerata nel percorso che porta al controllo dei documenti per l’espatrio fuorid all’Ue. Con il compagno livornese, il ricercatore, di origine romane, ha trascorso alcuni giorni in Toscana. Poi la partenza per l’Inghilterra. «Venerdì 21 agosto, alle 12,25 io e il mio compagno ci trovavamo all’aeroporto Galileo Galilei per prendere il volo EZY8232 per Londra Gatwick – è il racconto dettagliato di D’Emidio –. Al controllo sicurezza abbiamo avuto serie difficoltà a mantenere la distanza sociale con gli altri passeggeri, e lo staff di Toscana Aeroporti non ha ricordato a nessuno di mantenere la distanza di sicurezza. Con 45 minuti di anticipo ci siamo recati al piano superiore per il controllo passaporti. Non si riusciva neanche a scendere dalle scale mobili per la quantità di persone presenti sul pianerottolo, persone di tutte le età e provenienze, che non avevano altra possibilità che formare un denso assembramento. Tale confusione ha determinato spintoni, nervosismi e crescente preoccupazione delle persone più anziane».
Il passeggero ha cercato di avere, se non una soluzione all’ingorgo, almeno un chiarimento su un contesto sconsigliato dai protocolli .
«Dopo oltre 45 minuti di attesa e liti fra i passeggeri, ho chiesto allo staff di Toscana Aeroporti come fosse possibile una situazione del genere e dove poter esporre un reclamo – prosegue –. Mi è stato risposto che questo tipo di assembramento non è affatto un’eccezione e mi è stato consigliato di “provare a scrivere sul sito”. Ho guardato il sito, ma non ho trovato una sezione dedicata alle segnalazioni. Questa pessima gestione non solo espone utenti, il personale e le rispettive famiglie a un rischio non necessario, ma contribuisce ad alimentare quell’epidemia che si sta cercando da mesi di arginare». Quando il ricercatore e il suo compagno sono arrivati al controllo passaporti hanno segnalato al personale della polizia l’aggregazione prolungata. «I due poliziotti hanno non solo ignorato l’assembramento che si stava dando di fronte alle loro postazioni, ma anche scaldato ulteriormente gli animi con un atteggiamento aggressivo e a dir poco scortese nei confronti di chiunque osasse chiedere loro informazioni o sostegno» conclude la sua denuncia il ricercatore. —
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