Il Tirreno

Pisa

“Una città in comune” 

«Quello della Darsena Europa è un progetto insostenibile»

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PISA

«Quello della Darsena Europa è un progetto insostenibile», sc rive in una nota il movimento “Una città in comune”. «Da diversi anni ormai - si legge - si parla della Darsena Europa, il molo tra Livorno e Calambrone, che si prevede avanzi in mare per circa 1.500 metri verso le secche della Meloria. Già a fine 2017 presentammo un’interpellanza in cui evidenziavamo una serie di punti critici, sotto diversi profili. Oggi, alle criticità di allora si aggiungono due fatti rilevanti: la manifestazione di interesse da parte di soggetti privati è andata deserta venendo così a mancare circa 876 milioni rispetto alla cifra preventivata, mentre il governo ha deciso un finanziamento aggiuntivo di 200 milioni, caricando i contribuenti di nuovi costi. Il progetto di un’opera così imponente si è sviluppato senza che fosse chiaro se ci sarebbe stata un’espansione dei flussi commerciali che la giustificasse, né quale fosse il quadro nazionale in cui si muovevano altri porti potenzialmente in espansione e in concorrenza (ad esempio Trieste e Vado-Savona): una strategia italiana non esiste. A livello toscano, la Regione non ha una programmazione armonizzata e coerente: lo stesso Piano Strategico della Costa, pur facendo riferimento allo sviluppo di infrastrutture portuali di interesse nazionale e raccordi ferroviari, affronta il tema in modo superficiale e frammentario».

Tra le criticità, “Una città in comune” sottolinea il fatto «che le coste toscane sono investite da rilevanti problemi ambientali che hanno ormai anche effetti economici non trascurabili. È il caso, molto concreto per la nostra città, dei fenomeni erosivi che investono la costa e dell’impatto atteso dai cambiamenti climatici» e che «la Regione ha autorizzato il reintegro e il ripascimento di arenili e spiagge anche con sedimenti di scavo di fondali marini di natura estremamente fangosa, senza imporre nessuna analisi chimica dei sedimenti stessi». Il gruppo si chiede: «Nel 2020 è ancora accettabile il rischio di inquinare le spiagge che noi frequentiamo?».

«Il progetto, anche se già nel 2017 era ridimensionato rispetto all’idea iniziale, ha mantenuto quasi uguale - aggiunge la nota - il punto di arrivo e non contiene un’analisi sugli effetti a carico del litorale immediatamente a Nord dell’intervento. L’amministrazione di centrosinistra aveva stanziato nel bilancio 50mila euro per uno studio sugli impatti sulla costa pisana che non è mai stato realizzato. L’amministrazione leghista ne ha stanziati 30mila, ma ancora non sappiamo se ed a chi sia stato affidato, se ci siano dei risultati o se sia ancora in corso, quali eventualmente siano i termini per la sua conclusione. Il 27 luglio abbiamo quindi depositato un’interpellanza per chiedere chiarimenti in merito e per capire se lo studio è o non è ancora stato affidato, se l’amministrazione intenda ancora fare l’affidamento e, nel caso, quale sia la ragione del ritardo e quali siano i tempi previsti per la sua esecuzione». —

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