Il Tirreno

Pisa

coppia a formentera 

«Nessuno ci dice quando faremo il test al rientro a Pisa»

P.B.

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«Siamo in Spagna e nonostante la compilazione del modulo online non sappiamo quando faremo il tampone. Il mio compagno è stato chiamato martedì 18 per fare il test per il Covid il giorno dopo, eppure sul questionario era stata indicata la data di rientro del 23».

Rientro dalle vacanze e tamponi senza certezze di tempi e luoghi. È quello che aspetta i turisti toscani. La fucecchiese 48enne racconta al Tirreno le perplessità di un sistema mentre è a Formentera con il compagno, un 54enne che lavora nei vigili del fuoco a Pisa.

È un disagio comune a tanti toscani che in ordine sparso stanno tornano in regione, ma non hanno una risposta immediata sui tamponi. C’è chi attende da giorni chiuso in casa e chi è riuscito a sottoporsi al test in tempi ragionevoli. Resta l’indeterminatezza di uno screening annunciato su carta, ma non attuato con l’efficienza che l’emergenza richiederebbe.

«Un mio amico di Lucca rientrato da Malta attende da una settimana il test – spiega la 48enne di Fucecchio –. Altro esempio di disorganizzazione. Io e il mio compagno abbiamo compilato insieme il modulo. Lui è stato chiamato il giorno dopo. Per me nessuna telefonata. Il problema è serio. Noi rientriamo a Pisa domenica pomeriggio. Se nessuno ci contatta per fare il tampone l’unica alternativa è filare dritti in casa e restare chiusi fino alla comunicazione dell’Asl. Amici che abbiamo sull’isola e che vivono tra Emilia, Veneto e Friuli hanno già prenotato il tampone appena sbarcati. Noi non sappiamo niente. Se facessero i test negli aeroporti tutte queste complicazione non ci sarebbero».

Il vigile del fuoco deve rientrare al lavoro martedì 25. In assenza del test la quarantena autoimposta lo costringerà a rimanere confinato tra le pareti domestiche con un disagio al lavoro da dover risolvere. La compagna può sopperire con lo smart working.

«Quando siamo partiti la Spagna non era tra i Paesi ritenuti a rischio come rientro dei turisti – prosegue la 48enne -. E, comunque, a Formentera sono rigidissimi. Non si va in spiaggia senza mascherina o nei ristoranti. Devo dire che sul contagio e l’affollamento in spazi aperti si rischia molto di più da noi. Vedo certe foto di carnai in spiaggia...»

I dubbi su come comportarsi con il datore di lavoro vengono chiariti dal decreto “Cura Italia”.

La norma prevede che nel caso in cui l’Asl stabilisca un provvedimento di quarantena con sorveglianza attiva o di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, il periodo in questione venga equiparato a malattia. Il medico curante dovrà redigere il certificato di malattia contenente gli estremi del provvedimento di quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria.

Il lavoratore dipendente, sia pubblico che privato, è considerato in malattia. —



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