Sicurezza
«Investito sulla sicurezza nessun lassismo nei locali»
Pieragnoli e Petraglia replicano alla turista che aveva denunciato una scarsa osservanza delle regole nei ristoranti del centro
pisa
«Ringraziamo la turista Emma Bernasconi per aver scelto Pisa come meta delle sue vacanze. Altresì respingiamo la sua denuncia che generalizza in modo esagerato e incredibile qualche singolo caso sempre possibile, frutto di una esperienza personale che non può diventare mai la norma per giudicare il commercio di Pisa alla luce delle prescrizioni anti-Covid».
Così il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli e Daniela Petraglia m, presidente di ConfRistoranti Confcommercio, replicano alla turista che aveva lamentano in una lettera agli organi di stampa un comportamento lassista sul rispetto delle norme anti-Covid nei ristoranti.
«La signora Emma rivolge a tutti i commercianti, indistintamente, una critica che è falsa nel merito, e per ciò ingiusta e ingenerosa anche perché pubblica – prosegue la nota –. Prima di impugnare carta e penna immaginiamo che abbia sperimentato personalmente il comportamento di oltre un centinaio di attività commerciali e più di 130 tra bar e ristoranti del solo centro storico pisano. Non sappiamo per quanti giorni abbia soggiornato in città, ma non vediamo su quali basi obiettive e plausibili si possa affermare che Pisa non vigila sul rispetto delle regole etico-sanitarie (etico?) a cui invece sembrerebbero adeguarsi in maniera integerrima i commercianti di tutte le altre città d’Italia (quali?). Chi come la signora Emma si permette di parlare di “lassismo totale” dimostra la propria assoluta e inescusabile ignoranza degli imprenditori e dei commercianti pisani, di cui noi abbiamo esperienza quotidiana, a maggior ragione durante i mesi terribili del lockdown. Parliamo di quegli stessi imprenditori e commercianti che, pur in straordinarie difficoltà economiche, hanno sostenuto notevoli costi aggiuntivi, rinunciato a gran parte degli incassi per garantire il necessario distanziamento, acquistato dispositivi di protezione per i lavoratori e la clientela, e fatto tutto quanto era doveroso fare per prevenire e limitare le possibilità di contagio». —
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