Italia
«Ho seguito le procedure ma nessuno mi ha chiamata»
Avvocatessa pisana costretta alla quarantena e allo smart working dopo alcuni giorni di vacanza alle Baleari: «Non abbiamo alcuna certezza»
Pisa
Dopo la vacanza in Spagna un’avvocatessa pisana si è ritrovata praticamente bloccata in casa in attesa del tampone. Lei è tornata il giorno in cui è scattato l’obbligo del test per chi rientra dalla Spagna come per chi lo fa da Grecia, Malta e Croazia .
«La sera del 14 agosto – racconta – secondo giorno dall'entrata in vigore dell'ordinanza del ministro della Salute, sono rientrata in Italia dalla Spagna con un volo Ryanair dalle Isole Baleari a Pisa. Già nel corso dell'attesa del volo con i passeggeri si discuteva sugli adempimenti da effettuare al rientro (la norma prevede l'obbligo di effettuare il tampone entro 48 ore dall'arrivo) non avendo, nessuno di noi, reperito informazioni chiare ed univoche». La preoccupazione di adempiere all’obbligo, però, l’avevano tutti tanto da provare, fin da subito a prendere contatti con «l'unico numero individuato per richiedere informazioni e prenotare il tampone», racconta la professionista. Peccato che «era impossibile da contattare nonostante i numerosi tentativi effettuati da tutti i passeggeri del volo».
«All'atterraggio a Pisa, intorno a mezzanotte – prosegue – non ci è stata fornita nessuna informazione utile salvo la consegna di un foglio sul quale si indicava di registrarsi sul sito della Regione Toscana per segnalare il rientro, modulo attivato dalle 20 del medesimo giorno, e dove si invitava i passeggeri a chiamare un numero verde. Riferendo all'unico operatore presente al momento dell'atterraggio a Pisa che molti di noi avevano già tentato invano di contattare il numero verde, costui ci riferiva “Benvenuti in Italia” aggiungendo che trattandosi del weekend di Ferragosto effettivamente sarebbe stato difficile, se non impossibile, prenotare il tampone prima di lunedì 17 agosto».
L’avvocatessa si è quindi registrata sul sito web dedicato compilando il form predisposto dalla Regione per segnalare il rientro in Italia «ricevendo in seguito una mail con le indicazioni per l'isolamento fiduciario da seguire sino all'esito del tampone – prosegue il racconto –. Al numero verde ripetutamente contattato sabato e domenica non ha risposto nessuno sino al lunedì allorquando l'operatore riferiva che non si poteva prenotare il tampone tramite quel numero ma che sarei stata contattata direttamente dall'Asl di appartenenza entro 24 ore dal rientro, se non che appena riferivo che l'arco temporale indicato era già ampiamente trascorso, specificava che “forse” le 24 ore sarebbero decorse dall'invio del modulo di registrazione dal sito della Regione Toscana ma anche in questo caso erano passate più di 50 ore. Infine riferiva in ogni caso di rimanere in attesa di essere contattata dall'Asl di appartenenza ribadendo che sino all'esito del tampone, ancora da effettuare, sarei dovuta permanere in isolamento domiciliare fiduciario. Ad oggi (ieri, ndr), martedì 18 agosto, trascorse più di 70 ore dal rientro, non sono stata ricontattata dall'Asl per effettuare il tampone obbligatorio che la legge prevede venga effettuato entro 48 ore». Soltanto ieri mattina un “segnale di vita” dall’Azienda sanitaria. «Mi hanno detto dal numero verde che le Asl hanno preso in carico la situazione da ieri e quindi la lista delle persone da chiamare è bella lunga e non si sa quanto ci vorrà. Per ora, quindi, di tornare allo studio legale dove lavora , non se ne parla. Solo smart working, senza alcuna certezza ». —
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