Gioco
Gli agricoltori di Coltano ripuliscono dal degrado la Stazione Marconi
A loro i ringraziamenti pubblici del sindaco Conti. Ora l’obiettivo è il trasferimento della proprietà dal Demanio al Comune attraverso il “federalismo culturale”
pisa
Via rovi ed erbacce. Rimossi anche qualche calcinaccio e piccoli resti di un glorioso passato che decade sotto gli effetti dell’incuria.
È stata una sorta di mobilitazione popolare a restituire un minimo di dignità alla Stazione Marconi, da qualche giorno nuovamente illuminata dalla luce naturale dopo che rovi ed erbacce avevano per l’ennesima volta inghiottito la storica struttura e l’area circostante.
Su iniziativa del Comune, che pochi mesi fa ha ottenuto il rinnovo della concessione temporanea della Stazione da parte del Demanio (ente proprietario dell’immobile), gli agricoltori di Coltano hanno lavorato a titolo gratuito e su base volontaria alla pulizia straordinaria dell’area che circonda la Stazione, “sgomberata” dalla vegetazione che aveva ripreso possesso dell'edificio costruito da Guglielmo Marconi ed utilizzato dal premio Nobel per la fisica nel 1909 per gli studi e gli esperimenti sui segnali radio, la cui evoluzione ha posto le basi per la nascita dei moderni sistemi di comunicazione.
Una pulizia straordinaria che ha rimesso in luce le potenzialità dell’immobile nonostante i decenni di incuria ed abbandono che lo hanno ridotto a poco più di un rudere.
«Anche grazie all'impegno e al senso civico di tutti si può mantenere il decoro della nostra città e dei suoi luoghi più importanti», commenta il sindaco Michele Conti ringraziando gli agricoltori di Coltano che si sono resi disponibili all’operazione di pulizia, concretizzata anche grazie all’accordo raggiunto nei mesi scorsi tra il Comune e il Demanio per il rinnovo della concessione temporanea (due anni) che permette a Palazzo Gambacorti di intervenire in opere di bonifiche, pulizia e messa in sicurezza dell’immobile per cercare di preservare ciò che è resistito all’abbandono.
L’obiettivo del Comune è però sottoscrivere un atto di acquisizione della Stazione per ottenere maggiore libertà di movimento e gestione e riuscire a valorizzare il bene storico. Con una lettera inviata lo scorso luglio all’Agenzia del Demanio e al ministero dei Beni Culturali, Palazzo Gambacorti ha avviato il percorso di partecipazione al procedimento di trasferimento del bene di interesse storico-artistico (oltre alla Stazione Marconi, il Comune ha chiesto anche il trasferimento della chiesa di San Silvestro), sfruttando il cosiddetto “federalismo culturale”, passaggio fondamentale per avviare un processo di riqualificazione e riutilizzo della struttura di Coltano. L’eventuale parere favorevole al passaggio di proprietà permetterebbe al Comune di cercare investitori o “partner” per concretizzare un’operazione di rinascita dell’edificio, su cui da anni insiste l’ipotesi di trasformazione in una moderna cittadella per la ricerca e lo sviluppo delle telecomunicazioni. Alla richiesta del Comune, per il momento, non è seguita nessuna risposta. In attesa di una soluzione, la Stazione si conferma uno dei luoghi più amati da pisani e non. Con oltre 1.600 voti, la struttura di Coltano continua a scalare posizioni (attualmente è 49esima) della classifica dei “Luoghi del cuore”, la campagna del Fondo ambiente italiano (Fai) che punta ad eleggere i tre luoghi più amati dagli italiani che necessitano di interventi strutturali, di tutela e di valorizzazione. —
Danilo Renzullo
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