Il Tirreno

Pisa

«Lassismo totale in città nei confronti delle norme da adottare nei ristoranti»

Emma Bernasconi
«Lassismo totale in città nei confronti delle norme da adottare nei ristoranti»

La lettera di una turista al sindaco: «Spero di non dovermi ricordare  di Pisa per motivi diversi dalla bellezza dei vostri monumenti» 

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la lettera

Una lettera denuncia inviata ai giornali ma anche al sindaco e alle istituzioni pisane allo scopo di sensibilizzare su un comportamento diffuso: il mancato rispetto delle norme anti Covid nelle attività commerciali e della ristorazione. A scrivere è una turista: non ha rinunciato alle vacanze a Pisa ma, una volta arrivata, non si è sentita al sicuro. E ha scritto al primo cittadino, Michele Conti.

«Porto alla vostra attenzione la seguente grave mancanza di vigilanza da parte del Comune di Pisa e di tutti gli organi preposti al controllo del rispetto verso le regole che negli ultimi mesi sono state emanate a protezione e sicurezza dei cittadini.

Sono una turista e sono venuta a Pisa in vacanza per poter vedere le bellezze della vostra città. Con mio immenso rammarico sebbene in tutta Italia i casi da Covid siano in aumento ho visto un lassismo totale nella vostra città nei confronti delle norme da adottare per le attività di ristorazione. In Via Santa Maria una via che brulica di turisti i ristoranti non rispettano le distanze minime di un metro tra persone.

Sono poi andata a cenare in un ristorante di cui per rispetto non faccio il nome che ci ha fornito un menu con molte pagine tutte plastificate. Bello, belle anche le foto dei piatti , se non fosse che lo stesso menu senza esser stato sanitarizzato veniva da un altro tavolo ( faccio presente che in molti altri ristoranti in altre città d’arte ma anche a Pisa al di fuori di Via Santa Maria, al menu si accede per via digitale dallo smartphone). Per altro in nessun ristorante, proprio in nessuno, e questo è contro le norme da rispettare per poter operare nella ristorazione, il management prende la lista dei clienti.

Capisco come rispondono loro: “Signora che dobbiamo fare siamo pieni”. È pur vero però che questi commercianti sono stati i primi a lamentarsi del lockdown e delle conseguenti perdite di lavoro. Il fatto che adesso lavoro ce ne sia non dovrebbe esser un incentivo a metter a repentaglio salute e vita stessa delle persone solo per il proprio guadagno. Adesso che siamo nel pieno delle vacanze le istituzioni dovrebbero mostrare lo stesso interesse ed attenzione per l’evoluzione di un virus che è ancora presente e proprio in questi ultimi giorni ha fatto registrare un aumento dei casi. Non è accettabile, in un periodo critico come questo, che la città di Pisa si senta in diritto di non vigilare il rispetto delle regole Etico-Sanitarie a cui qualsiasi altra città d’Italia è stata sottoposta. Faccio presente che la sera poi la situazione peggiora ulteriormente raggiungendo l’assurdo. Suppongo questo accada perché i vigili della polizia municipale , che poco vigilano, non siano più presenti e quindi la ricerca del cliente in più viene accompagnata da distese di tavoli aggiuntivi nelle zone esterne ai ristoranti senza riguardo alcuno per le distanze di norma.

Per quanto il comportamento dei commercianti sia imperdonabile, trovo ancora più grave la responsabilità delle vostre istituzioni. Ignorare una situazione così grave non è solo una mancanza di rispetto nei confronti dei commercianti di altre città che certe regole le rispettano, ma presenta responsabilità gravissime alla luce dei rischi a cui va in contro chi il virus Covid lo contrae. Purtroppo è proprio in questi giorni che le vostre istituzioni dovrebbero acuire i controlli. Spero questa mia permanenza nella vostra città non debba essere ricordata per ragioni che non siano la bellezza dei vostri monumenti». —



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