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Duecento passeggeri in più sul treno: alla stazione di Pisa arriva la polizia

La Polfer chiamata dal capotreno del regionale 3010 per Firenze
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La Polfer chiamata dal capotreno del regionale 3010 per Firenze

Pisa, il personale di Ferrovie ha dovuto chiamare la Polfer dopo aver avviato i controlli: in tanti con i biglietti per la tratta verso Firenze ma con orari diversi dal treno su cui erano saliti

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PISA. È successo quello che un tempo sarebbe passato sotto silenzio, ma che con le ristrettezze del Covid-19 diventa una deflagrazione che fa saltare i nervi.

Domenica 16 agosto, alla stazione centrale di Pisa, il treno regionale per Firenze 3010 delle 11.32 aveva troppi passeggeri. Qualcuno faceva il “portoghese”, altri con il biglietto avevano anticipato la partenza salendo su un convoglio che non era quello assegnato nel ticket.

Sulle carrozze, accalcati nei corridoi, sulle scale e di fronte agli ingressi ad un certo punto per diversi minuti ci sono stati 200 passeggeri in più rispetto a quanto consentito dalle norme per il distanziamento anti-Covid.

Il capotreno ha così deciso di ritardare la partenza per verificare numeri e presenze. Una scelta che ha fatto innervosire i passeggeri al punto da indurre il personale delle Ferrovie a chiamare la Polfer che arriva nel giro di pochi minuti.

L’accertamento svela la causa della massiccia “intrusione” dei passeggeri: decine di utenti senza biglietto che vengono fatti scendere.

Così si ripristina il corretto numero di viaggiatori e il treno può ripartire. Un ritardo di una ventina di minuti.

Dalle Ferrovie spiegano che non si è trattato di una falla nel sistema informatico ma di un disguido che sta capitando in mezza Italia specie in questi giorni di vacanza: sui treni regionali salgono non solo tanti senza tagliando ma anche utenti con biglietti per la stessa tratta ma in orari diversi della giornata, specie nelle ore di punta. E così si genera il sovraffollamento.

«Noi facciamo il possibile, arriviamo anche a non far partire i treni quando si verificano casi del genere. Ma occorre collaborazione da parte dell’utenza» dicono dalle Ferrovie.

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di Redazione web