Sicurezza
Picchia la compagna fino a sfondarle un timpano
Arrestato un 58enne già finito in cella per botte alla moglie. Maltrattata pure la figlia La donna era andata in ospedale con fratture, ma lui l’aveva intimidita e zittita
pisa
Lo avevano già messo in cella qualche anno fa per le botte alla prima moglie.
Separato e iniziata una storia con una nuova compagna, il 58enne albanese ha dimostrato di non poter cambiare la propria indole, peraltro esibita anche nei confronti di altre donne.
È stato arrestato per la seconda volta con l’accusa di maltrattamenti verso la convivente e la figlioletta di pochi anni.
Un calvario doloroso per la donna che è riuscita a liberarsi da quello che viene descritto come un aguzzino durante una temporanea assenza dell’uomo nel giugno scorso. Uno scampolo di libertà che si è tradotto in una nuova vita, per ora, in una casa protetta riservata alle donne vittime di violenze.
È con la sua bimba e sta bene. Ma per uscire dai tormenti di questi anni ha patito aggressioni quotidiane legate agli sbalzi di umore di un convivente che l’aveva ridotta a un bersaglio svuotato di dignità.
Non solo attacchi psicologici con insulti e offese. La violenza del compagno era arrivata fino al punto di picchiarla con rabbia rompendole denti e sfondandole il timpano di un orecchio.
Era andata in ospedale, ma controllata dall’autore di quei pestaggi. E le risposte ai medici sulla causa di quelle lesioni erano sempre state attribuite a incidenti domestici.
Quando a giugno si è confidata senza timori al pronto soccorso il caso è passato alla squadra mobile della questura.
È stato attivato il codice rosa e per la donna e la sua bimba l’inferno è stato lasciato alle spalle. La sezione specializzata per reati contro le fasce deboli, diretta dal commissario Sandra Orsini, dopo la segnalazione dell’ospedale ha sentito in audizione protetta la donna, costretta a vivere in uno stato di indigenza e abbandono.
Il convivente non viene descritto solo come un violento. Non lavora e spesso beve. Condizioni che ne amplificano la rabbia contro la compagna e pure la figlia. Nonostante i pochi anni il papà non le ha risparmiato le botte riservate anche alla mamma. Gli investigatori hanno preso in consegna la donna per sentirla in forma protetta.
Una delicatezza necessaria per farla sentire libera di raccontare il suo vissuto.
«Era scossa e soprattutto spaventata dalle possibili ritorsioni del suo aguzzino – spiegano in questura –. Ci ha fornito un drammatico racconto delle percosse e delle aggressioni che negli anni aveva subito da parte del compagno, in un’escalation di violenze fisiche, psicologiche ed economiche che la vittima, isolata e senza alcun familiare in Italia, non aveva mai avuto il coraggio di denunciare».
Prima di scappare di casa, la vittima dei maltrattamenti era finita al pronto soccorso. Il motivo era dovuto a una delle tante aggressioni subìte. In quel caso con una violenza bestiale con fratture e traumi gravi. Era stata accompagnata in ospedale dal suo aguzzino che ne controllava ogni parola.
Una vigilanza stretta che aveva impaurito la donna, terrorizzata e incapace di dire ai medici la vera origine di quelle lesioni. Dopo averla sentita, la squadra mobile ha acquisito ulteriori riscontri al racconto della donna e il magistrato titolare del fascicolo ha chiesto e ottenuto l’arresto ai domiciliari per il 58enne violento. Nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia dal gip —
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