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Il dibattito/1 

“Tutti già per terra” alle Logge per dire no all’ordinanza Conti

“Tutti già per terra” alle Logge per dire no all’ordinanza Conti

Il 5 settembre manifestazione delle Sardine e di Pisa Città Aperta contro il provvedimento  anti-bivacchi del sindaco «Non si può limitare la libertà»

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Pisa

«Quando è troppo, è troppo. La cittadinanza è convocata a sedersi “tutti giù per terra”».

Con un pizzico di ironia e tanta fermezza le Sardine Pisa e Pisa Città Aperta intervengono nel dibattito aperto dall’ordinanza del sindaco di Michele Conti contro i bivacchi in centro e sul litorale. Una decisione contro cui manifesteranno il 5 settembre alle Logge dei Banchi invitando i partecipanti a sedersi “Tutti giù per terra”.

L’amministrazione di Pisa ha introdotto dal 17 agosto al 31 dicembre il divieto “di sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o nelle aree ad uso pubblico o aperte al pubblico passaggio, sui gradini dei piedistalli della statue e dei monumenti, sulle soglie, sulle pavimentazioni, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati purché attestanti su area pubblica o soggetta al pubblico transito, sugli spazi verdi, sugli arredi urbani (comprese le rastrelliere per le biciclette). È vietato altresì sdraiarsi e dormire sulle panchine pubbliche ovvero bivaccare nelle aree pubbliche ed in quelle soggette a uso pubblico o a pubblico passaggio”.

«Ci risiamo – è il commento di Luigi Sofia per le Sardine Pisa e di Dario Danti per Pisa Città Aperta –. Scatta l’ordinanza anti-bivacco per vietare ai cittadini di sedersi sui gradoni creati apposta per sedersi. Scatta l’ordinanza antibivacco per limitare la libertà individuale delle persone più emarginate e povere, quelle persone che mangiano seduti su una panchina e si stendono per riposare la schiena quando sono stanche e magari non hanno una casa dove dormire. Dopo aver negato l’acqua pubblica alle donne e agli uomini che ne avessero bisogno, in nome del decoro urbano, ci si accanisce sugli ultimi, affinché i turisti fantasmi non possano indignarsi dinanzi alla miseria. Peraltro in una città semi-deserta. Desertificazione culturale e desertificazione sociale vanno così di pari passo. La fobia del tutto in ordine, senza nulla intorno, diventa la regola nella città-coprifuoco. Sul “nulla intorno” non vi sono ormai più dubbi, ma sul “tutto in ordine” c’è molto da ridire». —

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