Italia
«Riprendiamoci le piazze con atti di disobbedienza»
Ciccio Auletta sull’ordinanza anti-bivacco del sindaco Conti: «È nostro dovere protestare contro chi si veste da sceriffo per rilanciare la propaganda»
Pisa
«A Ferragosto, in una città vuota di turisti e studenti a causa dell’emergenza Covid, mentre la discussione è come far rivivere gli spazi pubblici, le strade e le piazze, il sindaco Conti riesce nel miracolo di riesumare l’ordinanza con cui si vieta di sedersi sui gradini di chiese, monumenti, edifici, riproponendo addirittura la norma fachiresca per cui non si potrebbe dormire sulle rastrelliere».
Così Ciccio Auletta, consigliere di “Diritti in comune: Una città in comune - Rifondazione comunista - Pisa Possibile”, commenta la nuova ordinanza anti-bivacco del sindaco di Pisa.
«È un’azione disperata da parte di chi non sa più come far rimbombare la propria propaganda – sostiene Auletta –. Cercare di rinverdire i fasti dei primi mesi di amministrazione, quando il vuoto di cui si ammantava non era ancora così evidente, vuol dire non sapere più che pesci prendere: la propaganda securitaria, tra manganelli, taser e ora saldature di tombini, ha evidentemente fallito. La sicurezza è una questione seria, troppo seria per dei buoni a nulla, a cui ora tocca di nuovo trasformarsi in sceriffi per provare a far tacere le critiche di fronte ai recenti atti di vandalismo nel centro storico. Ma questi provvedimenti, come già dimostrato, hanno solo l’effetto di rendere meno accogliente la città per tutti e di perseguire il disagio sociale, a cui evidentemente si sceglie di non dare risposte neppure in un momento come questo».
«Alla desertificazione culturale che questa giunta sta portando avanti si connette così una politica di restringimento della fruizione dello spazio pubblico, sempre più presidiato da forze militari e di polizia di ogni tipo: l’assessora commissariata Bonanno arriva persino ad invocare l’intervento dei parà per le strade – conclude Auletta –. A noi cittadine e cittadini resta la possibilità di riprenderci strade e piazze, con atti di disobbedienza civile e rilanciando forme di vita sociale e culturale, che ridiano linfa alla nostra comunità contro chi vuole trasformare la città in una caserma vuota». —
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