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Pisa

Il villaggio di street food anti-malamovida

Il villaggio di street food anti-malamovida

Da stasera alla Cittadella l’area per i truck pensata dal Comune per decongestionare il centro e diversificare l’offerta

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L’obiettivo di delocalizzare le piazze storiche del divertimento notturno, o per dirla con le parole del sindaco Michele Conti in merito a questo progetto, di «depontenziare la movida dal centro storico» è là da venire. Con buona pace di chi, in Vettovaglie e in Borgo ci vive e sopratutto ci dorme. Quello di diversificare l’offerta, arricchirla facendo rivere pezzi di città rimasti fino ad oggi scatole pressoché vuote invece è più vicino. O almeno è questa la partita vera che da stasera si gioca alla Cittadella dove sbarcheranno i primi 6 food truck dei 15 che hanno partecipato al bando del Comune per l’assegnazione di quell’area. Se poi questo aiuterà a decongestionare un po’ il centro storico dalle presenze serali e soprattutto notturne si vedrà. Da questo punto di vista probabilmente sarà il bando relativo agli spazi degli ex Macelli a fare la differenza provando a «trasferire temporaneamente ed eccezionalmente» alcuni esercizi di somministrazione di alimenti e bevande proprio allo scopo di «decentrare una serie di attività rispetto al centro storico decongestionandolo», come si legge negli atti del Comune che hanno accompagnato le procedure di selezione. Procedure per le quali era stato ipotizzato il via ai “trasferimenti temporanei” a luglio. Ma poi i tempi si sono allungati. Parte ora lo street food. Poi da fine mese, al massimo per i primi di settembre, apriranno i locali agli ex Macelli. Il tutto fino al primo di novembre.

“eventi di cibo”

Gli spazi alla Cittadella sono stati ribattezzati “Eventi di cibo” perché di una sorta di grande area per degustazioni si tratta. La manifestazione di interesse per andare a lavorare alla Cittadella inizialmente è stata un flop. Poi le domande sono arrivate: 15, di cui 13 del gruppo di Street Food di Confcommercio. Che ha fatto un po’ l’asso pigliatutto del bando “aggregando” anche i due imprenditori “fuori dal coro” nel progetto unitario che prende il via stasera grazie al coordinamento dell’associazione stessa. Del gruppo fanno parte alcune attività che già operavano a Pisa, le altre arrivano da fuori. E sono: La Polentina, Baus Beer, Polpo & Birra, Buirrificio Buti, Kare No Kuruma, Gao street food, Rostivendolo, Gingerveg, Santaniello, Il Furgoncino Giallo, Panzero, Burger Art, Il Bombo, Solo Artigianale, Del Sarto. «Ogni settimana dal giovedì alla domenica – spiega Alessio Giovarruscio, coordinatore sindacale per Confcommercio – ci saranno 5 diverse attività di street food e un truk di birra a rotazione in modo da diversificare l’offerta e al contempo evitare situazioni di assembramento». Da questo punto di vista non saranno presi provvedimenti di contingentamento dell’accesso all’area della Cittadella «sufficientemente grande per consentire un utilizzo in sicurezza dell’area», aggiunge Giovarruscio. Ma se l’iniziativa dovesse richiamare tante persone non è escluso che venga previsto un filtro agli ingressi. Le attività saranno aperte dalle 19 dal giovedì alla domenica. «È un esperimento, cominciamo da zero e se tutto andrà bene come crediamo siamo pronti a chiedere al Comune di ripeterlo», dice Giovarruscio. Quando? Forse già una proroga dopo il primo novembre. Più probabilmente il bis dalla primavera 2021.

oppoRtunitÁ di lavoro

«Non dobbiamo pensare a una città a compartimenti stagni». L’assessore al commercio Paolo Pesciatini spiega così la scelta della Cittadella: «È una opportunità di diversificare l’offerta restituendo alla città uno spazio non utilizzato, valorizzarlo e farlo conoscere anche dal punto di vista turistico. Questa amministrazione ha avuto l’intuizione di mettere a bando gli spazi di un’area che può così tornare a vivere, ha avuto il coraggio di sperimentare. E rispetto agli auspici di qualcuno la risposta è stata positiva». Per gli operatori dello street food, pisani e non, si tratta prima di tutto di un ritorno al lavoro dopo un periodo durissimo. «Dopo mesi di completa inattività – dice Emanuele Parravicini de Il Bombo – questa è una opportunità d’oro». —

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