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Erano gli “angeli” durante l’emergenza, ora sono in crisi

Donatella Lascar
Aldo Cavalli
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Aldo Cavalli

L’allarme della Palp: meno  servizi in convenzione  durante il lockdown, mancano  100mila euro di entrate. Appello di Aldo Cavalli

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MARINA DI PISA. L’emergenza sanitaria dei mesi scorsi si sta ripercuotendo ora sulle associazioni di volontariato come la Pubblica Assistenza del Litorale Pisano, in termini di mancate entrate economiche, anche se si continua ad erogare i servizi che, nel caso della Palp, non sono solo a carattere sanitario ma anche sociale.

Una situazione che non si era mai verificata prima e per la quale il presidente della Palp Aldo Cavalli, a nome dell’associazione, chiede il sostegno della cittadinanza per farvi fronte.

«L’intenzione – spiega il presidente – sarebbe quella di aprire una sottoscrizione pubblica per raccogliere i fondi necessari per superare questo momento di crisi. La Palp, infatti, si sta organizzando in questo senso e prossimamente comunicheremo le azioni da compiere finalizzate a questo scopo».

La Palp, durante il lockdown, è stata impegnata su due fronti ugualmente vitali per la comunità, quello sanitario e quello sociale. Il primo era strettamente legato all’emergenza Covid e la Palp, con i suoi volontari e dipendenti, è stata impegnata nel trasporto di tutti coloro che avevano contratto il virus esponendo di fatto chi li effettuava al pericolo del contagio, che ha anche imposto agli operatori periodi di quarantena. Ma altrettanto impegnativo ed efficace è stato anche l’impegno sul fronte sociale. «Il potenziamento del punto di distribuzione alimentare – spiega Cavalli – ha permesso di aiutare molti concittadini che, a causa della pandemia, si sono ritrovati nel giro di pochi giorni in difficoltà alimentare e di altro genere. Durante il lockdown siamo arrivati a sostenere con i pacchi alimentari fino a 500 persone e ora siamo scesi a 360».

«È bene precisare – prosegue il presidente dell’associazione del litorale –, perché altrimenti non si capisce il motivo per il quale chiediamo la sottoscrizione che, per la parte sociale non godiamo di nessuna convenzione con le istituzioni e i servizi sono quindi completamente a carico nostro. Mentre, per i trasporti sì, esiste una convenzione. Ma nel periodo del picco della pandemia sono calati vertiginosamente i servizi di trasferimento interni ai nosocomi e quelli di trasporto ordinario facendo così calare pesantemente le nostre entrate. Registriamo 100mila euro di entrate in meno dalle convenzioni nel periodo Covid, il 10% delle nostre entrate».

«Le associazioni di volontariato – conclude Cavalli – necessitano di denaro liquido per far fronte alle ingenti spese di conduzione delle associazione stesse e lavorare in convenzione con strutture pubbliche o private è di fondamentale importanza». —



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