Il Tirreno

Pisa

documento di tre capigruppo della maggioranza 

«Rom come animaletti» Una mozione di sfiducia contro Taccini (Lega)

«Rom come animaletti» Una mozione di sfiducia contro Taccini (Lega)

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san giuliano

Una mozione di sfiducia per chiedere le dimissioni della vicepresidente del consiglio comunale Maria Cristina Taccini (Lega) è stata protocollata in municipio dai capigruppo della maggioranza.

Nel documento si chiede anche che copia della richiesta di dimissioni sia inoltrata all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

La mozione è firmata da Iacopo Cambi, Sinistra unita per un’altra San Giuliano-Prc, Franco Castellani, Partito Democratico e Giacomo Giordani, San Giuliano Terme Futura.

Durante il consiglio comunale del 30 luglio scorso la consigliera Taccini «ha proferito gravissime frasi di stampo razzista, con cui definiva “animaletti” dei bambini di etnia rom» scrivono i firmatari del documento.

Nell’esprimere una forte condanna per quella frase, per la quali Taccini aveva poi chiesto scusa, i capigruppo ricordano lo Statuto comunale e l’articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che recita: «Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione e che tale è garantito anche dall’articolo 3 della Costituzione Italiana».

La consigliera Taccini si era scusata per «l’infelice frase pronunciata poiché su un tema così delicato avrei voluto e dovuto esprimermi meglio. Non intendevo assolutamente dire, poiché è lontanissimo dai miei pensieri, che i bambini rom sono animaletti e mi spiace che dalle mie parole sia uscito questo messaggio. Quel che intendevo dire è che i bambini di etnia rom che vivono a Ghezzano vengono fatti vivere nella sporcizia e costretti ad usare un giardinetto pubblico come latrina sotto gli occhi di tutti». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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