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Pisa

la cerimonia 

Consegnate le borse di studio “Eugenio Caponi”

renata viola
Consegnate le borse di studio “Eugenio Caponi”

Gli studenti dell’istituto  Santoni risultati vincitori  sono Martina Salani, Giuseppe Daniele Damante, Alessio Bonanni e Gabriele Costa 

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Una folta comunità di amici, di rappresentanti delle istituzioni cittadine e del mondo del volontariato si è stretta anche quest'anno attorno ad Alessandro Caponi e Sandra Di Paco per l'ottava edizione del premio che porta il nome del loro Eugenio.

La pandemia non ha fermato gli studenti dell'istituto per geometri Santoni che, durante il lockdown, hanno continuato a progettare lavori finalizzati all'inclusione, rispondendo al tema proposto quest'anno, “Design for all”.

Le quattro borse di studio del premio Eugenio Caponi , valide per l'iscrizione al primo anno di Università, sono andate a Martina Salani, prima classificata; a Giuseppe Daniele Damante, secondo; ad Alessio Bonanni e Gabriele Costa, terzi ex aequo.

La suggestiva cerimonia di premiazione si è svolta nel parco di Mau, alla presenza del rettore dell' Università di Pisa Paolo Mancarella, dell'assessore comunale alle politiche educative con delega alla disabilità Sandra Munno e del dirigente scolastico dell'istituto Santoni Maurizio Berni.

«Il primo ringraziamento – ha detto commosso Alessandro Caponi – va alla scuola che ha consentito lo svolgimento di quest'edizione in un anno particolarmente difficile. Il secondo va ai ragazzi, i primi attori di questa nostra iniziativa, che riescono sempre a sorprenderci».

Ma il premio Eugenio Caponi quest'anno sembra voler ampliare ulteriormente i propri orizzonti. Alessandro Caponi ha lanciato un messaggio a tutti i presenti affinché, ognuno nel suo ruolo, possa assicurare le “gambe” ad uno dei progetti vincitori di questa edizione, che tanto hanno avuto a cuore il tema della disabilità. «Finora il premio è stato destinato alla costruzione del domani di ragazzi fantastici per i quali il destino è nelle proprie mani. Quest'anno vogliamo andare oltre, pensare ai i ragazzi un po’meno fortunati, il cui futuro dipende anche da noi. Quindi apriamo un tavolo di lavoro per realizzare uno dei progetti e creiamo le condizioni per realizzare qualcosa che migliori il loro contesto».

Anche il rettore Mancarella ha sottolineato come «il gesto di due genitori abbia trasformato il dolore in preziosa opportunità e creato intorno a sé una nuova comunità».

«Siete il carburante che ci aiuta a percorrere la strada della vita – ha detto la madre di Eugenio ai ragazzi che ogni anno raccolgono la sfida –. Questa vita che è un dono prezioso ma che a volte ci mette davanti a grossi ostacoli. In questo mio percorso ho incontrato il sorriso di Antonietta Scognamiglio, responsabile dell'associazione Coordinamento etico dei Caregivers, che mi ha dato forza e che mi porto dentro come lezione di vita». —



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di Redazione Pisa