Il Tirreno

Pisa

Pisa capitale della cultura “vale” investimenti per nove milioni di euro

Carlo Venturini
Un momento della presentazione del dossier di candidatura in sala delle Baleari
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Un momento della presentazione del dossier di candidatura in sala delle Baleari

Presentato il dossier per fare della città della Torre il punto di riferimento del turismo culturale in Italia per il 2022  

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PISA. Una candidatura da circa 9 milioni di euro. È quanto ha previsto di investire il Comune di Pisa che ha colto al volo il bando per la candidatura di Pisa a capitale italiana della cultura 2022.

L’amministrazione ha depositato presso il Mibact le 66 pagine di linee guida del dossier per competere con le altre 28 città in lizza per guadagnarsi l’ambito riconoscimento. Il dossier prevede tra le varie iniziative cantierabili, la valorizzazione di alcune aree della città che solitamente vengono solo “sfiorate” dai visitatori come il Bastione del Parlascio, la Darsena, la Cittadella galileiana, il centro di San Michele degli Scalzi ed altre zone ancora.

Il titolo del dossier, trovato dal comitato, è emblematico e calzante: “L’equilibrio delle contraddizioni”.

Il sindaco Michele Conti dichiara: «Pisa ha una storia di cui essere orgogliosi e ha un grandissimo patrimonio materiale ed immateriale tutto ancora da valorizzare. Con questa candidatura disegneremo una nuova idea di città che possa essere anche modello per l’intera nazione. Tengo a precisare che in questo progetto sono coinvolte tutte le prestigiose realtà cittadine, i centri di ricerca, le università e le associazioni».

Dario Matteoni, coordinatore del comitato per la candidatura di Pisa a capitale della cultura italiana per il 2022, ha precisato che l’obiettivo è «una città che funzioni bene ma al tempo stesso che sia aperta alle complessità moderne, alle contraddizioni ed alla “confusione”. Pisa non sfugge come altre città, a queste complessità».

L’assessore Pierpaolo Magnani nel ringraziare il sindaco Conti («perché mi ha dato l’occasione più bella vita» ha detto), ha avuto modo di spiegare il significato delle scelte elencate nel dossier di candidatura: «Sono 35 anni che faccio cultura in giro per il Paese – dice l’assessore –. E Pisa l’ho sempre vista con delle criticità evidenti: da un lato ci sono risorse umane, talenti di primissimo piano, persone che vogliono fare ed hanno idee ma dall’altro, le istituzioni non seguono, vanno in ordine sparso, non si coordinano. Di base cioè coltivano il proprio orticello. Ecco, ora basta orticelli». Magnani crede moltissimo a questa candidatura ed aggiunge: «A chi mi chiedesse qual è il mio programma di mandato io rispondo con questo progetto ma soprattutto con l’aver messo assieme tutti i soggetti istituzionali, del sapere, della ricerca dell’associazionismo. Il Comune si propone di essere e di fare “sintesi” tra tutti i soggetti attori di questa bellissima iniziativa».

Come ricordato dal sindaco, le linee guida sono state dettate coralmente da enti ed associazioni e vale la pena ricordare l’Università, il Sant’Anna, il Cnr con l’istituto Isti, la Normale ed associazioni quali Pisa Buskers, Acquario della memoria, Aninali celesti, Scopriamo Pisa. Ed ancora, l’Arcidiocesi, la Fondazione Teatro Pisa, il Parco di San Rossore, la Primaziale e i Comuni di Chianni e di Cascina.

Il dossier di candidatura prevede un importo complessivo di 3,6 milioni di euro in opere, di cui quasi 2 milioni con risorse proprie del Comune e 1,6 di altri soggetti. Inoltre sono previsti oltre 5,2 milioni per la realizzazione dei progetti, di cui 3,5 di risorse proprie del Comune, 750mila euro di soggetti partner e 1 milione di euro di contributo del Mibact per la designazione a capitale italiana della cultura.

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di Redazione web