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Pisa

Una scia di rabbia e disperazione «Non ti dimenticheremo mai»

Una scia di rabbia e disperazione «Non ti dimenticheremo mai»

Tanti messaggi pieni di dolore sul profilo Facebook del 22enne morto «Ci mancherai tantissimo Simone, sei sempre stato il numero uno» 

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IL SALUTO

«Ciao Simone, da poco eravamo diventati amici su Facebook, la nostra amicizia è avvenuta grazie alla tua amicizia con mia figlia. Non so che dire, condoglianze alla famiglia e agli amici. Ciao Simone, porta un bacio alla mia Erika se puoi! » .

Uno dei primi messaggi sul profilo Facebook di Simone Petri, il 22enne deceduto ieri mattina in seguito a uno scontro mortale con un furgone, in Fi-Pi-Li, lo scrive Barbara Bernardoni. Lei è la madre di Erika Lucchesi, la 19enne di Livorno morta per arresto cardiaco nell’ottobre del 2019 al Mind, discoteca di Sovigliana, nel comune di Vinci.

«Porta un bacio alla mia Erika», scrive Barbara. Un messaggio carico di dolore, come gli altri che, in poche ore dalla notizia della tragedia, affollano la casa virtuale di Simone. «Grazie di tutto quello che hai fatto per me, sei stato un amico su cui ho potuto sempre contare, nel vero senso della parola. Ti porterò sempre con me Simo», scrive Gianluca, che pubblica anche una foto che lo ritrae insieme a Simone, al tavolo di un pub con un gruppo di amici.

«Ci mancherai, sei il numero uno. Un bacio, condoglianze alla famiglia», è il pensiero di Martina, che pubblica una foto di Simone sul suo profilo, commentando con «Ci mancherai Simo, un bacio ovunque tu sia».

Sotto alla stessa immagine si susseguono i commenti degli amici. C’è chi ancora non sa cosa sia successo. «Non ci credo, ditemi che è uno scherzo», scrive qualcuno. E invece no, è tutto vero. Simone non c’è più.

«Scrivo queste frasi con un nodo alla gola – scrive Demiri, rivolgendosi a Simone – ma voglio ricordarti per la bellissima persona che eri e che sei, semplice e solare. Voglio custodirti dentro di me, una parte di me la riserverò sempre a te amico mio. Prometto di non dimenticarti mai, come quelle cose che nascondi gelosamente per paura di farle vedere agli altri. Tu sei il mio campione, sei sempre stato presente nel momento del bisogno come io lo ero per te. Sono orgoglioso e fortunato ad averti incontrato in questa vita, mi mancano le parole per descrivere il dolore che provo». –

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