Attenzione
Dopo un letargo di 35 anni tornano a risplendere i simboli del Gioco
Esposti a Palazzo Gambacorti gli stendardi delle Parti di Mezzogiorno e Tramontana realizzati da Otto Pamio
Pisa
Un simbolo di pisanità e di orgoglio pisano che l’anno più difficile per le tradizioni storiche della città, e purtroppo anche per la sua economia legata i particolare al turismo, torna a risplendere. Anzi due simboli, quelli delle parti rivali di Pisa, divise da un fiume, l’Arno e unite dall’amore per la città. Da ieri sono esposti nell’atrio di Palazzo Gambacorti a Pisa i due stendardi di parte del Gioco del Ponte dopo il lavoro di pulizia profonda e recupero al quale sono stati sottoposti.
«Si tratta della seconda tappa di un percorso di valorizzazione iniziato con la sistemazione e l’esposizione di tutti i 12 quadri della Magistratura, opera di Otto Pamio - si legge in una nota dlel’amministrazione comuncale - . Anche gli stendardi sono opera di Pamio e anch’essi giacevano in un angolo recondito del Palazzo comunale in stato di abbandono, a prendere la polvere».
«In quest’anno particolare, abbiamo voluto gli stendardi sul ponte – spiega l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini - nel giorno in cui avrebbe dovuto disputarsi il Gioco, a simboleggiare i campi di Tramontana e Mezzogiorno. E da oggi saranno in bella vista nell’atrio del Comune, fruibili da cittadini e turisti. Un piccolo segno a costo zero che valorizza il patrimonio del Comune legato alle Tradizioni di Pisa e promuove il Gioco del Ponte anche ai tanti turisti che visitano il Palazzo».
«Si tratta – hanno spiegato il dirigente comunale Giuseppe Bacciardi e il responsabile del patrimonio delle tradizioni storiche Antonio Pucciarelli – di due opere ad olio su tela di libera iconografia riferita alla rappresentazione araldica delle due Parti di Mezzogiorno e Tramontana del Gioco. Sono state eseguite da Otto Pamio nel febbraio 1985 e sono le ultime due opere che il pittore ha eseguito sul tema del Gioco del Ponte. Inserite su un gonfalone di carattere settecentesco vengono supportate da aste portagonfalone in legno con terminali scolpiti a tutto tondo che rappresentano un braccio pomettato della croce pisana. Grazie ad una donazione della Banca Toscana di Pisa del giugno 1985 sono diventati di proprietà comunale ed ora, recuperati dopo un letargo lungo 35 anni, vanno ad arricchire le opere artistiche presenti nell’androne di Palazzo Gambacorti». —
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