Il Tirreno

Pisa

In edicola dall'11 agosto

Suggestioni ed emozioni catturate in volo dal drone di Muzzi

Danilo Renzullo
Il fotoreporter del Tirreno Fabio Muzzi mentre pilota il drone
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Il fotoreporter del Tirreno Fabio Muzzi mentre pilota il drone

Il fotoreporter del Tirreno racconta come ha realizzato gli scatti per l’opera da collezione abbinata con il giornale: «Più si va in alto più lo splendore dei luoghi è in grado di disorientarti»

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PISA. Da Piazza dei Miracoli illuminata dalla flebile, ma percepibile luce del crepuscolo alle alture di Montecastello avvolte dalle nebbie mattutine in un docile abbraccio. Dalle carezze del primo sole alle sinuose forme di San Miniato alle pennellate delle nuvole al tramonto ai retoni di Boccadarno che disegnano emozionanti giochi di luce dove le acque dell’Arno si uniscono a quelle del mare.

Inizia martedì prossimo il lungo viaggio fotografico alla scoperta dei borghi, dei paesaggi e degli angoli più suggestivi della provincia di Pisa. Un ideale percorso, in cui calarsi rimanendo comodamente seduti sul divano di casa, tra storia, panorami e luoghi un tempo terre di conquista e oggi catturati dall’obiettivo “volante” di Fabio Muzzi, fotoreporter della redazione di Pisa-Pontedera de Il Tirreno. Per le prossime quattro settimane, ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì i lettori del Tirreno riceveranno in omaggio con l’edizione cartacea di Pisa-Pontedera una foto dei luoghi più incantevoli della provincia. Piccoli borghi e città. Colline e spiagge. Angoli e piazze. Una collezione unica ed inedita realizzata dall’alto per esaltare le forme e per entrare idealmente dentro alle bellezze storiche, architettoniche e naturalistiche che il territorio conserva. Uno scrigno di tesori sorvolato dal drone di Muzzi con l’obiettivo di offrire un punto di vista diverso ad uno sterminato patrimonio di monumenti, borghi e paesaggi. Immagini che diventano quadri. Piccole opere d’arte realizzate attraverso una prospettiva insolita e colorate dalle naturali luci di albe e tramonti che illuminano ed emozionano, catturando ed affascinando la vista.

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«Un lavoro durato oltre due mesi – spiega Muzzi, 56 anni – nato da una proposta di immortalare Pisa e i borghi più belli della provincia a “volo d’uccello”. Un progetto particolare, realizzato con l’ausilio del drone che permette di avere una tridimensionalità e profondità molto più spinta rispetto ad una fotografia scattata da un aereo o da un elicottero che, al contrario, tende a schiacciare la prospettiva a causa della diversa (più alta) quota di altezza». La sensazione è di entrare in un monumento, di attraversare un percorso naturalistico o, idealmente, di calarsi nelle acque che storicamente hanno segnato lo sviluppo del territorio. Un lento cammino che per quattro settimane accompagneranno i lettori de Il Tirreno in un’affascinante scoperta di uno dei territori più belli della Toscana dove mare e montagne, fiumi e colline si fondono in un ambiente costellato da piccoli ed imponenti monumenti.

«Ogni foto nasce da un’idea ben precisa – spiega Muzzi –. Paradossalmente, quando si va in alto, la bellezza intensa dei territori pisani rischia di disorientarti. Occorre un’idea ben precisa di cosa si vuole ottenere, studiando il luogo, pianificando il momento migliore e la luce più opportuna per scattare attenendosi sempre alle normative che regolano l’attività con il drone. Oltre al soggetto da fotografare è importante anche studiare e capire le previsioni meteo e soprattutto come si conclude un tramonto o quale nuvolosità è attesa in quel luogo. Uno studio che in molti casi ha favorito una composizione artistica delle foto, costruite principalmente dalla natura e dalla naturale e intrinseca bellezza del singolo posto. La maggior parte delle foto sono state scattate alla luce di crepuscolo, alba e tramonto – prosegue Muzzi, dal 2017 abilitato al pilotaggio remoto grazie all’ottenimento della patente conseguita dopo il corso di pilotaggio droni svolto nella base operativa toscana di Italdron Academy gestita dalla Fenix Air Center che ha sede all’Aeroclub Valdera –. Amo cercare gli attimi di luminosità mista, quando cioè le luci naturali pre o post sole si fondono a quelle artificiali di un luogo: momenti che offrono la possibilità di immortalare suggestivi giochi di luci. L’obiettivo è stato soprattutto quello di dare un’impronta specifica – conclude Muzzi –: non sono semplici fotografie scattate dall’alto, ma immagini creative capaci di donare emozioni e, grazie alle piccole quote raggiunte dal drone, la sensazione di vedere un luogo dall’alto da una finestra immaginaria, entrare in un monumento o calarsi in un territorio».

L’iniziativa è stata possibile grazie ai nulla osta e autorizzazioni concesse dalla 46esima Brigata Aerea, dall’Enac, dall’Opera della Primaziale, dall’Ente Parco, dall’Università, dalla Soprintendenza e alla collaborazione delle amministrazioni comunali, dei loro uffici e delle polizie municipali che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. —

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