La manifestazione
Giommarelli e Costanzo e la memoria dannata di Pisa
san giuliano
Il teatro “alla giusta distanza” di “Molina mon amour” si appresta a entrare nel vivo. Stasera è in programma lo spettacolo di Paolo Giommarelli e Sergio Costanzo: “Da zero a mille, o della memoria dannata di Pisa”, una conferenza-spettacolo a due voci, un vero e proprio viaggio attraverso la storia di Pisa. Appuntamento alle 21.30 all'ex asilo nella “Buca” di Molina di Quosa, in via Antonello da Messina 14. Posti limitati, prenotazione obbligatoria al 3791913131. Come sempre, il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza.
Ecco lo spettacolo nelle parole di Sergio Costanzo: «Gli echi di una storia antica fatta di fasti e potenza sono giunti fino a noi. Antica Repubblica marinara, vede il suo simbolo garrire al vento su ogni legno che solchi i mari. Ma oggi se ne sa il perché? Conquistata da Firenze, fu violata, distrutta, annichilita. Incendi, ruberie, oltre al patrimonio tangibile, scomparvero i documenti, le testimonianze. La memoria. Tanta fu la luce di Pisa fino al XV secolo, tanto il buio che oggi la distingue. Popolo senza memoria, senza storia e senza identità. Di quel passato glorioso restano piccole scintille nelle manifestazioni storiche, anacronistiche e non rappresentative della vera identità marinara di un tempo. Nonostante 3 università e coraggiosi quanto solitari tentativi di riordino cronologico, Pisa non è riuscita a dare corpo compiuto al suo passato, è orfana di un museo civico, brancola e si aggrappa a dicerie e leggende».
L’opera, concepita come una conferenza spettacolo, vedrà l’alternarsi di due voci. Un narratore, fabulatore che dalle nebbie del tempo trae pian piano un filo conduttore e un lettore, dicitore, interlocutore che darà voce agli autori antichi, corroborando e certificando quanto la narrazione propone al pubblico. In questo alternarsi di voci che dialogano e si interrogano a vicenda, prende corpo una linea del tempo marcata e punteggiata di eventi, di aneddoti, di narrazioni documentali. L’opera è strutturata in modo che sia fruibile ad un pubblico molto vasto, che parte dall’età scolare, perché, se il linguaggio dei testi resterà immodificato e certificato, il tenore del racconto potrà essere adeguato e modulato. —
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