Il Tirreno

Pisa

sequestro di persona 

Chiama la polizia fingendo di parlare con un’amica, si salva così dal compagno

sabrina Chiellini

L’escamotage e l’intuito femminile di un’agente permettono di mettere fine ai maltrattamenti. L’uomo è stato arrestato

3 MINUTI DI LETTURA





PISA

È grazie all’intuito di una poliziotta se Chiara, nome di fantasia, imprenditrice livornese di circa 35 anni, riesce a chiedere aiuto. E a salvarsi dal compagno violento che l’aveva picchiata mentre erano all’ippodromo di Cesena e la teneva sequestrata. Oltre all’intuito femminile in questa storia non manca un pizzico di fortuna. Quando Chiara chiede aiuto all’altro capo del telefono, sabato pomeriggio, c’è un’operatrice di polizia sveglia, che comprende perfettamente la situazione. La richiama sul cellulare, non molla. Alla fine Chiara si dà coraggio. Con un escamotage per non far insospettire il convivente finge di parlare con l’amica Cinzia, che in realtà è la poliziotta. Così fa arrestare il convivente, un artiere di 38 anni, di origini albanesi, che lavora nello staff di una scuderia pisana. Quando la coppia arriva a Pisa per lei finisce l’incubo. Il compagno viene arrestato dalla Squadra Mobile di Pisa. In quel momento Chiara prende coscienza di quello che per quasi due anni ha sopportato a causa della gelosia e denunciato tutto. Ora l’uomo, del quale non riveliamo il nome a tutela della vittima, è in carcere a Pisa: deve rispondere di sequestro di persona, maltrattamenti contro familiari e conviventi aggravati e lesioni pluriaggravate continuate. L’operazione è della polizia di Pisa, in sinergia con quella di Forlì Cesena. «La donna ha trovato il coraggio di denunciare le violenze che subiva da almeno due anni a causa della gelosia di lui, al culmine dell’ennesima lite, sfociata all'interno dell'ippodromo di Cesena, dove la coppia, originaria di Livorno e con la passione per i cavalli, era andata per prendere parte ad un gran premio», spiega il dirigente della Squadra Mobile, il vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita.

Quella all’ippodromo non è una lite come le altre. Chiara lo capisce, chiede aiuto alla polizia. Ma la telefonata si interrompe. Lui l’afferra per il collo, la sbatte per terra. La colpisce con calci e pugni. Intervengono alcuni stallieri, li separano, nessuno pensa a chiamare i soccorsi. L’incubo non finisce. L’uomo la costringe a salire sul caravan per il trasporto dei cavalli, pronti a tornare a Pisa. Il viaggio si trasforma, stando alla denuncia della donna, in un calvario. L’uomo, convinto di restare impunito, avrebbe continuato a picchiarla e a minacciarla di morte.

Intanto dal commissariato di Cesena la poliziotta attiva le ricerche, fa localizzare il telefono cellulare di Chiara. Chiama fino allo sfinimento quell’utenza, convinta che la donna sia in pericolo. E quando l’imprenditrice trova la forza di rispondere ha una trovata intelligente. Finge di parlare con l’amica Cinzia. «Stiamo tornando alle scuderie a Migliarino Pisano». La poliziotta sta al “gioco”. Parlano come se fossero amiche e si salutano. Da quel momento è caccia all’uomo. Il commissariato della questura di Forlì contatta la questura di Pisa. Localizzato il cellulare della donna vicino a Bologna, i poliziotti controllano le barriere dell’autostrada, dopo avere informato della storia il sostituto procuratore Aldo Mantovani. È a Migliarino che vedono Chiara, con i vestiti sporchi di sangue, che corre verso di loro dopo essere fuggita dal caravan. È sotto choc, viene accompagnata all’ospedale, accetta di entrare nel percorso del codice rosa. È il momento di raccontare la lunga storia di violenze subite in circa due anni. Un triste repertorio di ingiurie, minacce non solo verbali e scritte, ma anche tramite video minatori inviati alla stessa, alle amiche e alla figlia minorenne della donna. Oltre ad averle “promesso” di sfregiarla con l’acido, avrebbe puntato un coltello alla gola del cavallo di comune proprietà, minacciando che le avrebbe tagliato la gola. Non è la prima volta che l’artiere, difeso dall’avvocato Marco Meoli, si mette nei guai, dopo essere rimasto coinvolto in un’indagine per droga a Pistoia. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore