Lutto
Animalisti protestano contro le carrozze trainate dai cavalli
«Devono correre liberi, non sono degli autobus a disposizione dei turisti» Il cocchiere Massimiliano ribatte: «Ho moglie e 2 figli, questo è il mio lavoro»
PISA
«Tu ti diverti, lui soffre: basta con lo sfruttamento dei cavalli».
È uno degli slogan urlati ieri dagli animalisti che si sono dati appuntamento in Piazza dei Miracoli per dire basta alle carrozze. È una domenica rovente di fine luglio con i postumi della pandemia che rischia di “uccidere” il turismo. Megafono alla mano, gli attivisti urlano le loro ragioni, controllati a vista da polizia, carabinieri e polizia municipale. E quando nella piazza entra una carrozza parte il coro: «Vergogna». Se la prendono anche con i turisti che li guardano, chiedendosi cosa sta succedendo.
I cavalli dovrebbero correre liberi, non dovrebbero stare fermi sotto il sole a trainare i turisti. Non sono autobus, ricordano gli attivisti durante la protesta andata avanti per buona parte del pomeriggio. «Ci avevano già provato due settimane fa, avevano promesso che sarebbero tornati più numerosi», spiega uno dei cocchieri. Non sono lì per l’episodio del cavallo imbizzarrito avvenuto sabato mattina. Gli animalisti avevano già in animo di tornare all’ombra della Torre per protestare contro le carrozze. Sono una ventina, arrivati da varie città d’Italia. Le carrozze che lavorano sulla piazza sono otto ma dopo i primi slogan ne rimane solo una. Le polemiche su questo argomento non sono mai mancate e ora toccano anche Pisa.
«Fatevi dire da chi protesta come dobbiamo andare avanti – dice Massimiliano, uno dei cocchieri, 50 anni –. Ho moglie e due figli, questo è il mio lavoro. Ho una regolare licenza, pago le tasse. Quest’anno avrò lavorato dieci giorni. I cavalli li trattiamo bene. Il Covid ci ha già creato molti problemi. Se i turisti non arrivano avremo bisogno di aiuti anche per mantenere i cavalli». —
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