Il Tirreno

Pisa

Il Comune chiede al Demanio Stazione Marconi e San Silvestro

francesco loi

Il trasferimento può avvenire con il “federalismo demaniale” Il sindaco: ma ora abbiamo bisogno di un partner privato

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PISA

Far entrare nel patrimonio comunale la Stazione Marconi di Coltano e la chiesa di San Silvestro. Con l’obiettivo, una volta acquisite maggiore libertà di movimento e gestione, di riuscire a valorizzare i due beni storici. Con una lettera inviata dalla Direzione Patrimonio ad Agenzia del Demanio e ministero dei Beni Culturali, «il Comune di Pisa ha confermato, nei termini previsti dalla manifestazione di interesse, la volontà di partecipare al procedimento di trasferimento di alcuni beni di interesse storico-artistico sul territorio comunale: la Stazione Marconi di Coltano e la Chiesa di San Silvestro a Pisa», si legge in una nota di Palazzo Gambacorti.

Questa possibilità è offerta dal cosiddetto “federalismo culturale”. In pratica, sulla base del decreto legislativo 28 maggio 2010 n. 85, un ente locale può richiedere il trasferimento, a titolo gratuito, di beni dello Stato di grande pregio e valore storico artistico. La condizione è che l’ente si impegni «alla rifunzionalizzazione dell’immobile sulla base di un programma di valorizzazione che contiene specifici obiettivi culturali, assicurandone una gestione efficace e sostenibile anche dal punto di vista economico-finanziario».

«Ci è sembrato giusto cogliere questa opportunità - dice il sindaco Michele Conti - per acquisire al patrimonio comunale due edifici importanti, per motivi diversi, per la nostra città. Questo ci permetterebbe, qualora la procedura andasse a buon fine, di renderci autonomi nella ricerca di partner privati che manifestino la volontà di avviare una partnership solida con l’amministrazione comunale non solo per il restauro conservativo degli edifici, ma per definire un progetto di gestione di quegli spazi pubblici. Già troppi sono a Pisa gli edifici recuperati e rimasti vuoti per mancanza di prospettive di gestione, finendo per trasformarsi da opportunità a problema, anche economico, per l’amministrazione comunale».

«Come ho detto più volte per la Stazione Marconi, per la quale abbiamo chiesto e ottenuto il rinnovo della concessione per ulteriori due anni, il recupero e la valorizzazione della struttura - prosegue Conti - presuppongono l’impegno di molte risorse, operazione che non può rimanere sulle spalle dell’ente pubblico locale. Siamo consapevoli del valore e del significato di quel luogo così come del fatto che a Pisa, con la presenza delle Università e di tante aziende, vi siano tutte le conoscenze e competenze per supportare, ad esempio, un progetto museale o di ricerca che parta dal recupero della Stazione Marconi. Ma senza una concreta volontà di investire per la valorizzazione del sito da parte di un partner privato, lo dico chiaramente, non sarà possibile portare a termine questo ambizioso progetto. L’auspicio è che questa nostra ulteriore azione contribuisca nuovamente ad accendere i riflettori su questo tema e stimoli l’interesse di qualcuno».

«La norma prevede la presentazione di un programma di valorizzazione - dice il vicesindaco con delega al patrimonio Raffaella Bonsangue - che va perfezionato entro cinque anni dalla richiesta. Ho già condotto alcune riunioni con gli uffici comunali coinvolti, in particolare i lavori pubblici per la parte tecnica di ricognizione del bene e la ragioneria per la definizione di un programma di sostenibilità economico-finanziaria. I prossimi passi saranno volti a coinvolgere realtà del territorio che hanno interesse a contribuire alla valorizzazione di questi beni o semplicemente vogliano offrire il proprio contributo di idee, con l’obiettivo di individuare un partner che affianchi l’amministrazione per il recupero e la gestione degli immobili». —



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