Sicurezza
«Tamponi per il Covid nei luoghi della movida»
Tra le altre richieste la chiusura di tutti i locali alle una, un cancello in vicolo Sant’Orsola e steward a carico degli esercenti
pisa
Chiusura di tutti i locali alle una, possibile cancello in vicolo Sant’Orsola, tamponi nei luoghi della movida e steward a carico degli esercenti. Sono queste alcune delle richieste che arrivano dal coordinamento dei comitati dei cittadini. «Aspettiamo l’operatività delle espulsioni dei soggetti pericolosi - dice Francesco Pozzi del coordinamento - ma queste misure non bastano per limitare i gravi effetti della malamovida, che negli ultimi giorni si sono manifestati in forma violenta tingendosi anche di sangue per aggressioni criminali con coltelli e bottiglie». Per questo il coordinamento ha già chiesto al prefetto la convocazione del “Tavolo di osservazione sulla sicurezza urbana” per un’ulteriore valutazione del fenomeno che fa di Pisa una “terra di nessuno”. Gli ultimi provvedimenti del sindaco Michele Conti «sono stati eccessivamente generosi, ripristinando gli orari precedenti del regolamento per le attività alimentari, favorendo di fatto gli assembramenti e le conseguenti azioni negative». Ma il coordinamento ringrazia lo stesso sindaco, l’assessore Giovanna Bonanno ed il prefetto per la lotta alla vendita abusiva di alcolici.
«Chiediamo con forza l’uso di tamponi nei luoghi della movida perché il divieto di assembramenti non è stato revocato, anche se i commercianti fanno finta che non ci sia mai stato», dicono dal coordinamento. In piazza delle Vettovaglie e dintorni la riapertura dei locali, secondo i residenti e parte dei commercianti, è stata un «fallimento totale». Una trentina di persone, spesso legate al mondo della droga e munite di cani aggressivi, dettano legge al centro degli assembramenti vietati, scatenando risse ed aggressioni. «Riteniamo che tra di essi siano stati già individuati i “pochi delinquenti” da espellere dalla città», dice Pozzi. Sempre il rappresentante del coordinamento aggiunge: «Bisogna imporre a tutti i locali di qualsiasi genere la chiusura alle una in qualunque zona della città. I locali devono far rispettare il distanziamento fisico di un metro e l’uso alternativo delle mascherine ai loro clienti con steward competenti e preparati in servizio permanente, a carico degli esercenti e non come attualmente che sono a carico del Comune e quindi dei cittadini». Il coordinamento è favorevole allo spostamento della movida, come da bando promosso dal Comune, nella zona della Cittadella e dei Vecchi Macelli. —
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