Il Tirreno

Pisa

la città che cambia 

«Al Santa Chiara studentati, direzionale e poche case»

F.L.

Oggi e domani il consiglio comunale vota l’adozione del piano strutturale intercomunale. Il sindaco: disegnerà il futuro di Pisa

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PISA

Doppia seduta del consiglio comunale, oggi e domani, per l’adozione del Piano strutturale intercomunale di Pisa e Cascina. «L’imminente adozione del Piano strutturale è un passaggio fondamentale per la nostra città e per il territorio che si sviluppa lungo l’Arno fino a Cascina», dice il sindaco Conti, che aggiunge: «Se si pensa che quello di Pisa risale al 1998 e quello di Cascina al 1997 si può ben comprendere quanto fosse divenuto urgentemente necessario il loro rinnovamento, tanto più che per l’attuazione di un Piano si rende poi necessaria l’approvazione di un nuovo Regolamento urbanistico, che oggi mostra più ancora del Piano strutturale la sua inadeguatezza alle esigenze odierne».

no al consumo di suolo, sì al parco

di cisanello

Sono due, per il sindaco, le caratteristiche principali di questo nuovo strumento urbanistico. La prima è la semplificazione: «Nel comune di Pisa c’erano 40 Utoe tutte normate in maniera diversa, noi le riduciamo a 15 con conseguente gestione più snella e più efficiente». Questo secondo Conti si potrà tradurre, tra l’altro, in una più semplice ricucitura urbana tra centro città e periferie, «in particolare con Pisanova, Porta a Lucca e San Giusto». Seconda caratteristica, «la consistente riduzione di consumo di suolo che in questo caso - dice ancora il sindaco - si traduce soprattutto in edilizia residenziale a ridotto impatto e di qualità, anche come modo per riattirare un po’ di residenti nel comune. Inoltre sono previsti sei parchi “a corona” dello sviluppo urbano, con il parco di Cisanello che sarà completato entro la fine del mandato. Altro punto qualificante il miglioramento dell’area produttiva di Ospedaletto attraverso arredo e verde urbano».

Pisa che cambia: il santa chiara

e il piano chipperfield

Il piano strutturale è dunque «un fondamentale strumento - dice il sindaco - per disegnare il futuro della città e dell’area pisana che si sviluppa lungo l’Arno». Nel contesto della Pisa che cambia, una delle partite urbanistiche più importanti di questi decenni saranno la riconversione dell’area dell’ospedale Santa Chiara una volta che tutte le cliniche saranno state trasferite nel polo di Cisanello, dove sono in corso i lavori di completamento del maxi-appalto. «La costruzione del Nuovo Santa Chiara è un passaggio fondamentale per Pisa che si doterà di uno dei più grandi ospedali del centro Italia. I lavori in corso, dell’importo di circa 500 milioni di euro, danno l’idea della portata dell’operazione. Ma non solo - sottolinea Conti -: il raggruppamento di imprese aggiudicatario dei lavori dovrà procedere all’acquisto e alla valorizzazione immobiliare del complesso monumentale del Santa Chiara, una zona di pregio assoluto della nostra città. Sul secondo passaggio vogliamo una verifica della corrispondenza delle esigenze della città e del mercato rispetto al piano Chipperfield approvato ormai anni fa». Il piano Chipperfield è quello che di fatto ridisegna l’area del Santa Chiara indicando quale destinazione dovranno avere gli edifici (alcuni dei quali vincolati dalla Sovrintendenza) e le aree interne, con suddivisione sostanzialmente tra residenziale, direzionale e commerciale. Conti spiega la sua idea di come dovrebbe essere trasformato il Santa Chiara: «Ci vedrei un numero contenuto di abitazioni, la presenza di studentati dotati di servizi e direzionale di qualità considerando posizione e vista Torre di cui potranno godere». —



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