Attenzione
«Teatro Verdi, nessuna idea dalla giunta per la ripartenza»
Pd, Diritti in comune e M5S dopo l’incontro tra lavoratori e sindacati con la commissione consiliare: la struttura resta chiusa e senza prospettive
PISA
«Nessuna prospettiva o idea di ripartenza. È questa l’estrema sintesi del confronto tra lavoratori e sindacati del Teatro Verdi di Pisa e la commissione di controllo del consiglio comunale», scrivono in una nota gli esponenti dell’opposizione Olivia Picchi (Pd), Francesco Auletta (Diritti in comune), Gabriele Amore (M5S). «Poche risposte certe ed allarmanti - dicono ancora -. La maggioranza utilizza l’emergenza Covid per giustificare un immobilismo che non può che portare ad un forte ridimensionamento del teatro comunale».
«Mentre le altre città si stanno organizzando - aggiungono - Pisa rimane ferma, perdendo occasioni e prestigio nel panorama nazionale. Cognetti, rappresentante della Lega, lo dice a suo modo: “Se ne riparlerà ad ottobre dopo l’approvazione del bilancio”. La cultura per la giunta e la maggioranza è solo un costo, solo questione di numeri. Ed i numeri parlano chiaro: meno 100mila euro del contributo ordinario per l’anno 2021 e 2022, azzerati per il 2020 tutti gli altri fondi alla cultura. La posta in gioco è alta si rischia di perdere i finanziamenti statali e regionali, ma quello che questa maggioranza non dice è che lo stesso contributo comunale del 2020 è a rischio in quanto basato su una convenzione tra Comune e Teatro legata all’attività che quest’ultimo svolge durante l’anno. Se il teatro continua a rimanere chiuso anche questa fonte di sostentamento potrebbe venire meno, almeno in parte». Tutto questo mette a rischio posti di lavoro, frustra le numerose competenze interne, non dà risposte e prospettive ai lavoratori più precari, con contratti stagionali. Per questi ultimi nessuna riconferma, ma nessuna certezza sulle attività future neanche per gli altri lavoratori».
Le opposizioni si chiedono: «Che Teatro vogliamo per Pisa? La domanda non ha avuto una risposta esplicita da parte della giunta e della maggioranza, ma a cui rispondono i fatti: nessun progetto innovativo per rilanciare il teatro e restituirlo alla cittadinanza; e nessun piano per la sostituzione del direttore artistico Vizioli al quale, a fronte di ottimi risultati, era stato proposto un rinnovo di un solo anno». —
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