La protesta
Il preside del Da Vinci-Fascetti va in pensione: arriva Betti
All’istituto superiore di Pisa il dirigente del comprensivo di Cascina. Confermate Giuliani al Galilei Pacinotti e Savino al Pesenti
PISA
Giro di presidi in provincia di Pisa con Fortunato Nardelli, dirigente scolastico dell’istituto tecnico Da Vinci Fascetti di Pisa che andrà in pensione. Un posto vacante e di prestigio che sarà ricoperto da Federico Betti, preside fino a quest’anno scolastico così bistrattato all’istituto comprensivo Giovanni Falcone di Cascina.
Un bel salto, non c’è che dire, dalle scuole dell’obbligo a un istituto superiore importante come il Da Vinci-Fascetti, per di più alla vigilia di un anno scolastico che si preannuncia complesso, a causa delle necessità di mantenere il distanziamento sociale tra i ragazzi e la carenza cronica di spazi delle scuole italiane.
Nella lista di presidi trasferiti o confermati redatta dall’Ufficio scuola della Regione, c’è anche il nome di altri dirigenti. Come per esempio quello di Sandra Fornai che ha lavorato all’istituto comprensivo “Iqbal Masih” di Bientina che sarà trasferita all’istituto comprensivo Livia Gereschi di San Giuliano.
L’elenco di dirigenti scolastici citati nella lista della Regione include anche i presidi ai quali scadeva l’incarico nelle rispettive scuole e che, in base alla legge anti riciclaggio, sono obbligati comunque a fare richiesta di trasferimento, indicando destinazioni a loro gradite. I due presidi pisani, in questo caso, sono Gabriella Giuliani dell’istituto Galilei Pacinotti che rimarrà al suo posto. E Ivana Savino, preside dell’istituto Pesenti di Cascina, anche lei confermata.
Intanto, sempre sul tema scuola, la parlamentare di Calcinaia, appartenente al Pd, Lucia Ciampi ed eletta in provincia di Pisa, firma un’interrogazione affermando che «le famiglie nel periodo di lockdown hanno svolto un ruolo fondamentale per assicurare la continuità didattica a distanza degli alunni. Compito delle scuola è però quello di garantire la sicurezza delle lezioni in presenza e se solo in pochissimi fossero negligenti nel controllare i propri figli, ci potrebbero essere conseguenze pericolose per tutta la comunità scolastica e quindi per tutte le famiglie. Questo non può non essere considerato, addossando poi ogni responsabilità ai singoli istituti». —
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