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crisi e sicurezza 

Usura e criminalità Duemila imprese a rischio in provincia

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Prima il lockdown, una ripartenza che non c’è ancora, e sostegni alle imprese praticamente nulli, il rischio di infiltrazioni criminali nel tessuto economico aumenta progressivamente, anche in provincia di Pisa. A parlare è il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli: «L’indagine del Centro Studi di Confcommercio dimostra in tutta evidenza che l’esposizione degli imprenditori all’usura e ai tentativi della criminalità di appropriarsi di aziende, aumenta in condizione di temporanea ma grave fragilità come è l’attuale fase di post-lockdown».

L’indagine Format/Confcommercio, svolta a livello nazionale, evidenzia gli ostacoli maggiormente avvertiti dalle imprese durante l’emergenza sanitaria: liquidità e credito al primo posto (30,7%), calo dei consumi (29, 8%), burocrazia (15%), costi della riapertura (13,3%), criminalità (11,1%).

«Sarebbero più di duemila le imprese di Pisa e provincia - aggiunte il direttore - esposte a pressioni della criminalità, almeno per quanto riguarda i prestiti a usura e l’acquisizione anomala, attraverso tentativi di acquisizione di attività a prezzi troppo inferiori o superiori a quelli di mercato».

«Come associazione siamo a disposizione di tutti gli imprenditori, per supporto, sostegno, consulenza e segnalazioni informali” – conclude il direttore Pieragnoli– “e ci rivolgiamo al prefetto Castaldo, al quale invieremo questo studio, confermandogli la nostra massima disponibilità alla collaborazione nell’ottica della tutela degli imprenditori, del rispetto della legalità e della salvaguardia del tessuto imprenditoriale pisano”.



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