Italia
«Colpo di mano della destra sul piano Pisa-Cascina»
PISA
«La maggioranza di destra sta provando un vero e proprio colpo di mano sul Piano strutturale solo per le esigenze di campagne elettorale imposte dal voto di settembre al Comune di Cascina», attaccano così i capogruppo in consiglio comunale Matteo Trapani (Pd), Francesco Auletta (Diritti in comune), Gabriele Amore (M5S) ed Antonio Veronese (Patto Civico). «La giunta - dicono - sta imponendo il voto su questo atto fondamentale di programmazione questa settimana quando ai consiglieri comunali non è stato dato neppure l’accesso alla documentazione. Siamo davanti ad un fatto gravissimo e ad una ferita rispetto alla vita democratica cittadina. Non si garantisce né partecipazione né informazione sullo strumento urbanistico più importante per la città. In due sedute di commissione si vuole liquidare il tutto per impedire qualsiasi discussione, analisi e confronto impedendo così di poter presentare proposte alternative».
«Si umilia il consiglio comunale e la sua funzione - proseguono i gruppi di opposizione - in nome della pura propaganda elettorale ed a pagarne le conseguenze è la democrazia e il coinvolgimento democratico. Non siamo disponibili a sopportare un simile atto di arroganza e di prepotenza ancora una volta espressione di una giunta debole».
Una diffida con richiesta di correzione del procedimento dai quattro gruppi è stata rivolta, tra gli altri, al presidente del consiglio comunale e al presidente della prima commissione consiliare, oltre che per conoscenza al prefetto. «Chiediamo - si legge nella diffida - al presidente del consiglio e al dirigente, per quanto di loro competenza, di rendere disponibile tutto il materiale; ricalendarizzare le commissioni a seguito della messa a disposizione del materiale e a seguito di un tempo congruo per analizzare con gli uffici le migliaia di pagine; annullare l’iter della delibera fino ad oggi fatto e il ripristino delle regole procedimentali idonee a formare tale atto». Per questoo, si legge ancora, «diffidiamo il presidente della prima commissione Maurizio Nerini dal porre in votazione la delibera lunedì 20 e chiediamo che la stessa sia ricalendarizzata in consiglio in una data successiva a quella del 23/24 al fine di poter espletare il corso naturale in commissione». —
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