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Meloni al campo rom: «Cambiare si può»

sara venchiarutti
Meloni al campo rom: «Cambiare si può»

La leader di Fratelli d’Italia all’ex insediamento di Ospedaletto a sostegno di Susanna Ceccardi: qui si tornerà a produrre 

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Dopo Salvini e Tajani è scesa in campo anche Giorgia Meloni per sostenere un fronte di centrodestra che vuole apparire compatto in vista delle prossime elezioni regionali. La leader di Fratelli d’Italia è arrivata ieri mattina a Pisa per visitare, insieme alla candidata a governatore Susanna Ceccardi, l’ex campo rom di Ospedaletto, ora smantellato dall’amministrazione Conti. Un risultato presentato come una vittoria della giunta al timone della città. Ma anche «un esempio di come si possa cambiare realmente le cose con il buonsenso», commenta l’onorevole circondata da cittadini, simpatizzanti e consiglieri anche da Pontedera, Cascina e Santa Croce sull’Arno.

Oltre ad una giunta pisana quasi al completo, con in testa il sindaco Michele Conti e diversi assessori (Raffaele Latrofa, Sandra Munno, Giovanna Bonanno e Filippo Bedini). «Questa zona ha ospitato per trent’anni il più grande campo nomadi della Toscana, con discarica annessa, tragiche condizioni di vita e problemi ambientali e di sicurezza. La sinistra ha sempre affermato che la situazione non si poteva risolvere, ritenendo che le istituzioni non potessero entrare. Siamo qui perché oggi, dopo appena undici mesi, questo campo nomadi è stato sgomberato e sono quasi finite le opere di bonifica dell’area», sottolinea Meloni, che commenta così le ripetute dichiarazioni della parte avversa sulla Toscana antifascista: «L’antifascismo in Italia scatta assieme alla par condicio. È una “coperta di Linus” per la sinistra, che attacca così quando è disperata. Sfidiamo la sinistra a parlare di temi come quello di oggi. Non solo in regione, ma anche a livello nazionale».

Sul cambiamento imposta il suo discorso anche Susanna Ceccardi: «Queste regionali sono una battaglia del rinnovamento contro un sistema di potere che avanti da 50 anni. Per noi una delle priorità sarà il sociale: è già pronta una legge sulle case popolari per inserire criteri di giustizia». Nello specifico: «A 7 anni le maestre ci portarono al campo rom di Cascina. Lì vidi miei coetanei vivere nella sporcizia, una situazione di degrado e sfruttamento. Ora è pronto un progetto di riqualificazione per cui questo spazio diventerà un’area industriale e di sviluppo, connettendo Pisa e Cascina. Ecco il cambio di prospettiva: da aree criminose a luogo dove si produrrà e si daranno posti di lavoro».

Per ora sono in corso le attività di bonifica della zona. «Una delle parti più problematiche è stata la separazione dei rifiuti per produrre meno indifferenziata possibile», spiega l’assessore all’ambiente Bedini. «Finora abbiamo speso circa 200mila euro di lavori di pulizia, 31mila euro per lo smaltimento dei differenziati, 70mila per l’amianto e 2mila per gli pneumatici. Per l’indifferenziata aspettiamo le analisi fatte con un drone che valuta il volume della spazzatura, ma con prime le stime di superficie occorrerebbero già 250mila euro». —

sara venchiarutti

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