Il Tirreno

Pisa

enti e territorio/1 

Fondazione, svolta anticipata per un nuovo piano operativo

Fondazione, svolta anticipata per un nuovo piano operativo

L’avvocato Stefano Del Corso è il presidente del cda di cui fanno parte anche Stefano Carani, Roberto Cutajar, Michele Mariani e Ginevra Venerosi Pesciolini

2 MINUTI DI LETTURA





PISA

La Deputazione della Fondazione Pisa, all’unanimità, ha provveduto alla nomina del nuovo presidente e del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione per il mandato che andrà dal prossimo 1 settembre fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2023. Presidente è l’avvocato Stefano Del Corso, consiglieri l’ing. Stefano Carani, il dott. Roberto Cutajar, l’avv. Michele Mariani e la dott.ssa Ginevra Venerosi Pesciolini.

«Ciò fa seguito - spiega la Fondazione - alla decisione del consiglio in carica di rassegnare le proprie dimissioni in anticipo rispetto alla naturale scadenza di fine anno del mandato onde consentire al neo nominato consiglio di provvedere, nel prossimo autunno, all’elaborazione della programmazione strategica di medio periodo della Fondazione mediante la predisposizione del Documento programmatico previsionale del prossimo triennio».

Le Fondazioni di origine bancaria debbono ex lege, in via ordinaria e come è stato negli anni precedenti, predisporre (a cura del consiglio di amministrazione) ed approvare (a cura della Deputazione quale organo di indirizzo) ogni anno, entro il 31 ottobre, un complessivo piano previsionale di azioni di prospettiva triennale (definito Documento programmatico previsionale), di contenuto finanziario ed erogativo, che detta le specifiche linee di gestione operativa dell’esercizio successivo e quelle programmatiche dei due immediatamente seguenti, per quanto riguarda l’insieme delle attività istituzionali da svolgere.

«La recente crisi pandemica, tuttora perdurante, ha prodotto imprevedibili e rilevanti effetti di stravolgimento dei fattori socio economici caratterizzanti l’attuale sistema globalizzato in cui interagiscono praticamente tutti i Paesi - scrive ancora la Fondazione -. Effetti che si protrarranno nei prossimi mesi del corrente anno e che interesseranno, a parere degli enti regolatori sovranazionali, anche il 2021 e forse oltre in misura di non agevole previsione quanto a prospettive ed eventuale necessità di correzione delle previsioni nei periodi a venire».

«Proprio in forza dello scenario di incertezza che si profila nel breve medio periodo - prosegue la Fondazione - il consiglio in carica ha ritenuto che il prossimo Documento di programmazione previsionale debba essere progettato e predisposto da chi dovrà poi curarne la concreta attuazione ed occorrendo anche il progressivo aggiornamento, in piena consapevolezza dei suoi contenuti programmatici e previsionali». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore