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Fondazione Pisa, dimissioni in anticipo per il consiglio

Palazzo Blu e, nei riquadri, Pugelli e Del Corso (in alto)
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Palazzo Blu e, nei riquadri, Pugelli e Del Corso (in alto)

Dopo Pugelli il presidente potrebbe essere l’avvocato Stefano Del Corso. Gli altri nomi in ballo per il nuovo cda (con due conferme) e le polemiche in città

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PISA

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Pisa si è dimesso. L’atto porta la firma del 3 luglio scorso. Si chiude così il secondo mandato del presidente Claudio Pugelli, così come quello degli altri componenti del cda: Massimo Messina (vicepresidente), Stefano Carani, Roberto Cutajar e Niccolò Quaratesi. Il mandato sarebbe scaduto a fine anno. La scelta delle dimissioni anticipate sarebbe motivata dall’esigenza da parte della Fondazione Pisa di approvare il nuovo documento di programmazione triennale. Dunque, da parte dell’ormai ex cda si sarebbe voluto evitare di varare un atto fondamentale che poi, dal prossimo anno, sarebbe stato un altro presidente ed altri consiglieri a dover portare avanti.

Le grandi manovre nell’ente di via Toselli sono cominciate in anticipo, proprio quando si è affacciata sulla scena l’ipotesi, poi concretizzata, delle dimissioni anticipate del cda. L’indirizzo per la formazione del nuovo consiglio di amministrazione viene definito comunque in continuità, come peraltro era stato con Pugelli che era succeduto a Cosimo Bracci Torsi.

Ora per la successione di Pugelli il nome più accredito è quello dell’avvocato Stefano Del Corso, già componente della Deputazione, che è l’organo che stabilisce gli indirizzi di attività dell’ente. Nel nuovo cda ci sarebbero anche due nomi in continuità, ovvero il dottor Roberto Cutajar (direttore generale della Stella Maris) e l’ingegner Stefano Carani. Gli altri possibili ingressi sarebbero l’avvocato Michele Mariani e la dottoressa Ginevra Venerosi Pesciolini, che già fanno parte dell’assemblea dei soci.

Quanto sta accadendo intorno alla Fondazione Pisa ha acceso i riflettori dell’interesse in molti ambienti della Pisa che conta, politici e non. Le disponibilità finanziarie dell’ente sono notevoli e così la possibilità di incidere sul territorio. «Con i 34 milioni di euro messi a disposizione nell’ultimo triennio la Fondazione conferma ulteriormente il suo impegno a favore della città di Pisa e del proprio territorio di riferimento», si legge sul sito dell’ente.

Non tutti i giochi però sarebbero fatti e per questo ieri si è sparsa la voce di una lettera anonima indirizzata ai componenti della Deputazione (in parte destinati a loro volta a cambiare in autunno), chiamati ad eleggere il cda. Nella lettera, evidentemente scritta da chi sta su posizioni contrarie, vi sarebbe l’invito a non votare ponendo dubbi su alcune candidature, sulla reale esigenza che ad approvare il documento di programmazione debba essere il nuovo consiglio e sulla situazione di una Deputazione che sarà in parte modificata. —

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di Redazione web