Studentessa abusata nel tugurio chiesta la condanna dell’autore
il pm: pena di 5 anni e 8 mesi
pisa
Una condanna a 5 anni e 8 mesi per violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa della ragazza vittima dell’abuso.
È la richiesta del pm Egidio Celano nel processo con rito abbreviato a carico di Mohamed Bouali, 30 anni, tunisino, senza fissa dimora, in carcere dall’agosto scorso con l’accusa di aver costretto con la forza una studentessa ventenne di Livorno a subire un rapporto completo in una baracca sull’Aurelia.
La ragazza si è costituita parte civile con l’avvocato Martina Gelichi.
Il difensore dell’imputato, l’avvocato Massimo Parenti nella sua arringa davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta ha chiesto di escludere la minorata difesa come aggravante e di riconoscere le attenuanti generiche al suo assistito formalmente incensurato.
Bouali, presente in aula, ha reso dichiarazioni spontanee ammettendo il rapporto sessuale.
Non aveva strade diverse, l’imputato il cui Dna è stato trovato sul corpo della studentessa che, sentita nel corso dell’incidente probatoria, aveva confermato tutto quello che aveva dichiarato alla polizia al momento della denuncia dopo il passaggio in ospedale.
«Mi ha costretta ad avere un rapporto completo» aveva ribadito la giovane che ieri non era in aula.
Le sue ragioni sono state sostenute dall’avvocato Gelichi che si è associato alle richieste del pm. La prossima settimana sarà pronunciata la sentenza.
I due si erano conosciuti qualche ora prima dell’incontro nella baracca sull’Aurelia. Lei era con amici sui lungarni.
«L’ho invitata dove vivo perché insieme saremmo andati a cercare droga per lei» aveva spiegato il tunisino al momento dell’arresto.
«L’ho seguito solo perché non potevamo più bere alcolici in centro e allora lui mi ha proposto di prendere una birra dove abitava» è stata la versione di lei.
La studentessa, sottoposta a esami intimi e del sangue, era risultata essere positiva all’assunzione di hashish e cocaina.
«Ma non quella sera, è successo qualche giorno prima» aveva chiarito agli investigatori della squadra mobile che l’avevano ascoltata subito dopo le cure al pronto soccorso di Cisanello.
L’incontro era avvenuto in una baracca sull’Aurelia zona Ikea. Lui era in bici. Lei se l’era fatta prestare da un amico dell’arrestato dopo aver lasciato l’area della movida. Insieme si dirigono verso l’Aurelia, area Ikea, e quando entrano nel tugurio dove Bouli viveva si consuma l’assalto sessuale concluso con la violenza. Quando la ragazza rientra sui lungarni racconta tutto agli amici e va in ospedale. Scatta il codice rosso per gli abusi sessuali e nel giro di poche ore il tunisino viene arrestato. —
P.B.
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