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Rebus al liceo Buonarroti di Pisa: mancano spazi per 17 classi
Situazione allarmante in vista del rientro a settembre degli studenti in presenza. Il dirigente: "Non ci sono soprattutto aule grandi. Il tempo sta stringendo"
PISA. Per settembre l’obiettivo è quello di ripartire in presenza, con tutti gli studenti in aula al suono della prima campanella. Ma per il liceo scientifico statale Buonarroti di Pisa sarà una vera e propria sfida, a cui non si sottrae il suo dirigente scolastico, Alessandro Salerni. Tra gli alunni e il rientro a scuola c’è un problema logistico tutt’altro che secondario: all’appello mancano le aule. Ad ora sono 17 le classi che non hanno uno spazio fisico dove poter fare lezione, nonostante la lotta “all’ultimo banco” per cercare di ottimizzare tutti gli spazi possibili ed evitare la didattica digitale integrata ai circa 1.200 iscritti al prossimo anno scolastico.
«L’ideale sarebbe far rientrare tutti in presenza seguendo le misure del distanziamento (un metro di distanza tra i ragazzi e 2 metri dall’insegnante)», afferma il dirigente. «Abbiamo censito gli spazi e complessivamente abbiamo 35 aule. Ma le classi sono in tutto 52 e a mancare sono soprattutto le aule grandi (per un massimo di 26 studenti), che a volte hanno forme particolari e non consentono di sfruttare appieno lo spazio disponibile sulla carta. Per questo chiedo alle istituzioni di reperire nuovi luoghi per la didattica. Il tempo stringe e spero che i lavori procedano spediti per sapere se, quanti e dove sono questi spazi. Forse – spiega il dirigente – potremmo arrivare a 12 classi senza aula se l’istituto Santoni, accanto al nostro, ci concederà 5 aule come fece l’anno scorso, quando ci ritrovammo con 15 classi scoperte».
Ricomincia così la ricerca di spazi dove fare didattica, tra incastri di orari e occupazione di aule lasciate vuote da altre classi. Ordinaria amministrazione, quindi. Ma quest’anno le turnazioni rischiano di creare ulteriori occasioni di affollamento. «L’anno scorso le 10 classi rimaste “orfane” andavano a riempire ogni giorno le aule disponibili in quel momento», spiega il dirigente. «Ora una rotazione così ampia è impensabile: non solo perché c’è maggiore probabilità di creare assembramenti, ma anche per la sanificazione delle aule a ogni ingresso (per questo a ogni studente verrà assegnato stabilmente il proprio posto). Oltre al problema del personale, che probabilmente verrà aumentato, c’è la questione tempo. Per ogni postazione ci vuole almeno un minuto, un minuto e mezzo. Se si moltiplica per 25 banchi, diventa ingestibile».
Un vero e proprio rebus strategico, dove il calcolo del numero di alunni diventa fondamentale nell’organizzazione degli spazi. «Per la prima volta abbiamo dovuto dire di no nel caso di alcuni inserimenti. È il primo anno in cui si sono create delle liste d’attesa per tutte le classi. Ora una persona in più o in meno fa la differenza, e qualcuno rischia di restare fuori», commenta il dirigente.
Ma questo non è l’unico problema che il liceo dovrà fronteggiare in vista della riapertura. L’istituto Buonarroti è uno dei pochi a Pisa a non avere un tecnico di laboratorio informatico, nonostante 4 laboratori e l’indirizzo di scienze applicate, che prevede due ore di informatica alla settimana. In più, c’è la palestra, che «un tempo poteva ospitare anche 3 o 4 classi, mentre ora potranno stare due classi alla volta. Sono 15/16 le classi che rischiano di non fare educazione fisica se ci sarà la rotazione. In più nei laboratori non entrano 26 ragazzi. Ho chiesto alla Provincia di poter intervenire sulla disposizione per permettere la fruizione a un numero di studenti più alto», conclude il dirigente. Per gli ingressi, invece, verranno messi in funzione tutti e 4 i cancelli disponibili, sfruttando in parte le uscite di sicurezza.
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