Il dolore
Cade e picchia la testa: grave bimba di 9 anni ricoverata al Meyer
pisa
Insieme ai genitori, tutti in bicicletta, stava percorrendo la pista ciclabile del viale Roma in direzione Marina di Pietrasanta.
Quando è arrivata nei pressi della discoteca Seven Apples, nella lieve discesa del ponte sopra il fosso di Motrone, forse anche a causa della maggior velocità acquisita sulla pendenza, la bambina di 9 anni, residente in pieno centro a Pisa, è caduta dalla bicicletta procurandosi un grave trauma alla testa sbattuta sull’asfalto.
L’episodio è accaduto alle 10 circa di ieri mattina. La famiglia ha allertato subito il 118. Sul posto è arrivata l’ambulanza della Croce Verde di Camaiore: l’equipaggio è stato i primo che ha soccorso la bambina che aveva battuto il capo sull’asfalto duro della pista ciclabile.
È intervenuta anche l’automedica con l’infermiere e il medico che hanno deciso di far trasportare la bambina all’ospedale Meyer di Firenze. Ci ha pensato l’elisoccorso Pegaso, partito in volo dall’aeroporto Cinquale.
Stando a quanto ha riportato la polizia municipale, la bambina era sprovvista del casco protettivo, che tuttavia non è obbligatorio per legge.
Dal Meyer, ieri sera hanno fatto sapere che la bimba è stabile e non in pericolo di vita. Tuttavia la prognosi è riservata e lei resta sotto osservazione per valutare l’evoluzione del quadro clinico per il trauma cranico,
La famiglia di Pisa, quando ieri è accaduto l’incidente che un genitore non vorrebbe neanche immaginarsi, si stava recando in spiaggia. Erano in vacanza per il fine settimana in Versilia. Ma sono dovuti volare con il Pegaso insieme alla figlia per stagli accanto. Nell’impatto la piccina ha pure perso conoscenza.
Per quanto riguarda la dinamica, pare che la bambina abbia fatto tutto da sola: ha perso il controllo della bicicletta per poi finire a terra causandosi un trauma molto acuto.
In Italia il codice della strada non obbliga i ciclisti ad indossare il casco. Non è previsto neppure per i minorenni. Però, ad ogni legislatura, le ultime soprattutto, l’argomento torna in discussione, ma al momento non è stata approvata nessuna legge a riguardo. Fra gli Stati che l’hanno imposto invece c’è l’Australia, la Nuova Zelanda e la Svezia. —
tiziano baldi galleni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google