Toscana
«Vogliamo sapere se nostro figlio Mattia poteva essere salvato»
Il giovane veniva curato con dei farmaci che gli causavano problemi. Alla famiglia non era stato detto. Soffocò a cena
CALCI
«Noi siamo qui, non molliamo. Vogliamo sapere cosa è successo a nostro figlio Mattia e perché è morto». Andrea Giordani e Sondra Cerrai non si danno pace. Hanno perso un figlio di 26 anni, morto soffocato da un boccone mentre cenava a casa, a Calci, la sera del 27 marzo 2018. Un incidente, venne spiegato all’inizio. Poi i genitori, leggendo la cartella clinica del figlio che era ospite del centro di Montalto di Fauglia della Stella Maris scoprirono un’altra verità. Il giovane era stato sedato con altri farmaci che gli aveva causato altre gravi crisi respiratorie. «Se solo ce lo avessero detto, se ci avessero informati di quello che stava succedendo a Mattia, forse le cose sarebbero andate diversamente», non si stancano di ripetere i due genitori.
Per la morte di Mattia, un ragazzone dallo sguardo tenero, sono state indagate due dottoresse, dipendenti della Fondazione Stella Maris, Graziella Bertini e Giovanna Sorrentino. Le indagini sono chiuse dall’inizio dell’anno e ora, dopo tutte le restrizioni dovute al Covid, il fascicolo ha preso la strada del Tribunale per arrivare all’udienza preliminare. «Ci aspettiamo la richiesta di rinvio a giudizio, noi non smetteremo di cercare la verità. Siamo certi che si farà luce sulle eventuali responsabilità».
Mattia, affetto da autismo, era ospite dal 2009 della residenza sanitaria per disabili a Montalto di Fauglia, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale e gestita dalla Stella Maris. Quella sera Mattia era tornato a casa, a Calci, dopo che per 3 mesi era stato curato con una nuova terapia farmacologica senza poter fare rientro in famiglia. Una storia complessa. Al giovane, tra l’altro tra le vittime degli episodi di maltrattamento avvenuti nella struttura e per i quali è pendente un altro processo penale, erano stati dati nuovi farmaci, che gli avevano creato alcuni problemi: movimenti rallentati, sguardo spento, difficoltà a deglutire. Il giovane aveva spesso la gola gonfia e la raucedine, effetti collaterali dei farmaci introdotti. La difficoltà di deglutizione però gli è costata la vita. È per questo che nella denuncia i genitori hanno fatto presente di ritenere che la morte del figlio sia avvenuta dopo una serie di errori medici e omissioni su cui chiedono si faccia luce. —
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