La protesta
Inaugurato il Punto Blu degli attivisti di Legambiente
calambrone
Legambiente Pisa ha recentemente inaugurato la propria sede dell’attività di comunicazione ambientale al Punto Blu di Calambrone (ingresso C91).
Inoltre, nei giorni scorsi è stata svolta l'ultima riunione del circolo prima della pausa estiva. «Grazie a tutte le volontarie e ai volontari che sono intervenuti – scrivono da Legambiente –. È stato un bel momento di condivisione e di discussione».
Gli attivisti dell’associazione ambientalista saranno presenti sul litorale fino a metà agosto con l'attività di monitoraggio delle nidificazioni della Caretta caretta.
«Inoltre – affermano sempre da Legambiente – animeremo il Punto Blu per altre 15 giornate. Il prossimo appuntamento è per martedì 14 dalle 9 circa in poi. Ringraziamo il Comune di Pisa per la sua collaborazione e per averci dato la possibilità di realizzare questa importante iniziativa. Per il nostro circolo è molto importante fare rete, dialogando con le istituzioni presenti sul nostro territorio e cercando di coinvolgere cittadine e cittadini al fine di migliorare la qualità delle nostre vite. L'attività sul litorale è molto importante perché ci aiuta a sensibilizzare le persone sull'inestimabile contributo dell'ecosistema marino alla nostra vita in termini di servizi ecosistemici (per esempio produzione di ossigeno, assorbimento di anidride carbonica, fonte preziosa di alimenti, regolazione di processi climatici e tanti altri). Si può dire che il mare sostiene la vita e per questo va protetto, tutelato e preservato per le future generazioni».
Secondo Legambiente Pisa «il mare è anche fortemente minacciato, ed occorre agire fin da subito a livello locale, nazionale ed in particolare di governance globale per evitare il collasso di questo fondamentale ecosistema. Occorre intervenire per individuare efficaci strategie di contrasto ai cambiamenti climatici che impattano su tutti gli ecosistemi (acquatici e terrestri). Il nostro ruolo è anche quello di trasferire a tutti gli avvertimenti della comunità scientifica che da diversi anni ci comunica tutta la sua preoccupazione attraverso migliaia di report ed articoli scientifici». —
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