Gioco
Favorevoli o contrari, domani un incontro nell’area di via Brennero
PISA
L’obiettivo è duplice. Da una parte mettere di fronte contrari e favorevoli alla realizzazione della moschea, dall’altra far emergere gli aspetti negativi e positivi che potrebbero derivare dalla costruzione del luogo di culto islamico. Questi i presupposti dell’incontro-confronto “Moschea: preoccupazione o occasione?” organizzato dal comitato “Sì alla libertà di culto” che si terrà domani, alle 18.30, sui terreni di via del Brennero acquistati dalla comunità islamica per la costruzione di una moschea e di un centro culturale. «Un momento di confronto per capire se la moschea può essere una preoccupazione oppure un’occasione di scambio culturale», spiega il comitato.
«L’iniziativa - aggiunge Rita Lucchi, portavoce del comitato - è nata un po’ di tempo fa dal desiderio di incontrare gli abitanti di Porta a Lucca ed in particolare i residenti limitrofi all’area della moschea per conoscere le ragioni di chi si oppone alla costruzione e quelle invece di chi si dice favorevole». Un incontro che, secondo il comitato, diventa anche occasione per sfatare alcuni “luoghi comuni”. «C’è chi parla di una possibile “invasione” come una delle conseguenze della realizzazione della moschea o di problemi di sicurezza - continua Lucchi -. Niente di tutto ciò: i musulmani da oltre dieci anni pregano in quella zona e non hanno mai provocato problemi, né alla viabilità né dal punto di vista dell’ordine pubblico». Secondo il comitato, la costruzione della moschea potrebbe al contrario essere una garanzia, soprattutto in termini di sicurezza. «Riteniamo - prosegue Lucchi - che la realizzazione del centro culturale possa essere un’opportunità di crescita dell’offerta culturale cittadina, al di là del credo religioso». Al confronto sarà presente anche l’imam Mohammad Khalil. «L’iniziativa è aperta a tutti - conclude Lucchi - e confidiamo anche nella partecipazione di qualche esponente dell’amministrazione o della maggioranza perché Pisa non ha bisogno di lotte interne, ma di dialogo e confronto». —
D.r.
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