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incontro a peccioli 

No al commissario, i democratici “richiamano” Cerri

No al commissario, i democratici “richiamano” Cerri

Nel dibattito che si è svolto al Centro Polivalente è stato auspicata una ricompattazione o una soluzione veloce

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PISA

Al Centro Polivalente di Peccioli, su iniziativa del sindaco Renzo Macelloni, si è tenuta una riunione tra iscritti e simpatizzanti del Pd per discutere della situazione attuale a livello provinciale a seguito alle dimissioni annunciate dal segretario Fabrizio Cerri.

Presenti, tra gli altri, anche il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri, da Pisa i consiglieri comunali Pd Matteo Trapani e Maria Antonietta Scognamiglio, il capogruppo Pd in consiglio comunale a San Miniato Marco Greco, oltre ad alcuni esponenti del Pd di Peccioli e Capannoli.

Due ore e più di dibattito in cui si sono susseguiti diversi interventi appassionati, tutti a sottolineare l’esigenza di dover rafforzare il partito a livello provinciale e, a parte un’eccezione, tutti hanno ribadito l’importanza di non arrivare ad un commissariamento a Pisa «che rappresenterebbe una pesante sconfitta per l’intera classe dirigente e politica locale. Occorre muoversi verso una ricompattazione sulla persona di Cerri oppure trovare in fretta un altro candidato condiviso per guidare la segreteria provinciale», è stata la posizione prevalente nel dibattito.

Dagli interventi sono emerse forti preoccupazioni per il prossimo turno elettorale, sia per le regionali che per le comunali a Cascina. «In questa provincia pisana, dove ad ogni appuntamento elettorale negli anni scorsi il Pd ha subìto sconquassi, non possiamo dare nulla per scontato», è stato detto. «In troppi, con eccessiva leggerezza, pensano che a Cascina il risultato sia facile perché l’attuale giunta non ha fatto un buon lavoro, ma per riconquistare la guida di un Comune non si può contare solamente sull’incapacità degli avversari».

Allo stesso modo, a meno di tre mesi dal voto delle regionali, «urge mettere in piedi una lista rappresentativa, espressione di una classe politica forte che, a maggior ragione dopo questo difficile periodo di pandemia, deve ricompattare un partito e sia in grado di governare un territorio orientando e guidando una burocrazia ormai troppo sviluppata». —

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