Lutto
«Il nostro modello per riaprire le Università in sicurezza»
PISA
Circa 500 test sierologici effettuati, una positività anticorpale del 3% e nessuna infezione attiva verificata attraverso il tampone nasofaringeo. Sono incoraggianti i risultati dei test sierologici, effettuati dopo la riapertura (parziale e graduale) dello scorso 4 maggio, su allievi e personale della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con la Fondazione Monasterio e grazie al finanziamento della Regione.
«I risultati sono stati così incoraggianti - dice la rettrice Sabina Nuti - da aver reso possibile la ripresa in presenza, seppure graduale e parziale, già dallo scorso 4 maggio, cominciando proprio dalle attività di ricerca per la risposta al Covid-19. Tali attività vedono la Scuola Sant’Anna in prima linea nel settore della robotica per la disinfezione degli ambienti sanitari, ma anche nella comprensione di come i sistemi sanitari, politici, legislativi ed economici hanno reagito alla pandemia». Anche durante le settimane del lockdown la ricerca e la didattica da remoto non si sono fermate.
«La prima misura presa - continua Nuti - è stata la creazione della task force multidisciplinare “Infosalute”» per progettare tutte le azioni necessarie per garantire la sicurezza: il distanziamento negli spazi comuni come la mensa, l’installazione di distributori di gel idroalcolico, le barriere di plexiglas a protezione degli operatori negli uffici e nei laboratori di ricerca, la distribuzione di mascherine per tutti.
L’iniziativa più recente ha coinciso con il test sierologico. «La Scuola Superiore Sant’Anna, per le sue dimensioni, può essere la sede di sperimentazioni utili poi anche ai grandi atenei, le cui procedure di gestione della sicurezza anti-contagio si rivelano assai più complesse. Proponiamo - conclude la rettrice Sabina Nuti - la nostra esperienza pilota per la ripresa delle attività nelle università e siamo pronti a condividere e confrontare la nostra esperienza con altre istituzioni accademiche italiane. La grande sfida sarà ora organizzare la riapertura di tutte le attività, in presenza in sicurezza. Soltanto puntando su formazione, ricerca ed innovazione il Paese potrà rialzarsi in piedi e costruire il futuro dopo la pandemia da Covid-19». —
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