Gioco
“Ritorno nel banco!”, le Sardine ripartono da Marina di Pisa
Domenica sera al “Fortino” annunciata la presenza anche di Santori e dei fondatori bolognesi: «Lanciamo la campagna elettorale, la grande sfida è la liberazione di Cascina»
MARINA DI PISA. Ci saranno anche Mattia Santori ed i fondatori bolognesi del movimento alla cena organizzata dalle Sardine pisane domenica al circolo Arci “Il Fortino” di Marina di Pisa. “Ritorno nel banco!”, questo il titolo della seconda edizione della cena sociale delle Sardine pisane. «Stiamo ripartendo - annuncia il gruppo -. Sarà un momento per chiudere l’anno delle attività in bellezza, in compagnia e in comunità, dopo un periodo stressante che ci ha visti preclusi, per ovvie ragioni, l’incontro e lo scambio dal vivo tra persone. Sarà anche l’occasione per lanciare la campagna elettorale che ci vedrà impegnati, contro la destra, sia sul piano delle elezioni regionali che comunali, con la grande sfida rappresentata dalla “liberazione” del Comune di Cascina».
La cena si svolgerà domenica 28 alle 20. «Con grande piacere annunciamo la partecipazione di Mattia Santori e dei fondatori bolognesi di #6000sardine», confermano gli organizzatori. «Sarà un piacere far conoscere ai fondatori del movimento la nostra realtà e la bellezza del nostro territorio. Siamo alle ultime prenotazioni».
Nel frattempo le sardine di Pisa hanno scritto una lettera aperta ed Eugenio Giani, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione. «Avrebbe potuto parlare - si legge - anche delle migliaia di persone, tra cui donne e bambini, che si imbarcano per l’Europa ed affogano in mare, fuggendo da quei Paesi come l’Etiopia e l’Eritrea che il nostro Paese ha contribuito a mettere in ginocchio, magari invocando la cancellazione dei Decreti Sicurezza. Avrebbe potuto parlare delle migliaia di bambini neri che frequentano le scuole con i nostri figli, ma non hanno gli stessi diritti, perché una legge sullo Ius Soli in Italia ancora non c’è. A tale proposito avrebbe potuto parlare dell’uguaglianza tra lavoratori ed esseri umani, troppo spesso indulgiamo al Montanelli che è in noi e che ci fa pensare che le regole che valgono per noi siano superflue per gli altri. Montanelli non avrebbe mai abusato di una bambina italiana, allo stesso modo noi non faremmo mai morire in mare gli italiani o non li faremmo lavorare come schiavi nei campi. Ma per altre popolazioni i nostri diritti non valgono. Avrebbe potuto proporre statue per bravissimi giornalisti uccisi dalla mafia, dalle brigate rosse, durante i loro reportage in guerra, o che hanno lottato per far conoscere la verità, che spesso si vuole nascondere e viene messa sotto il tappeto, per esempio come Ilaria Alpi. Come vede, non pensiamo che questa vicenda attenga solamente alla storia, ma al futuro del nostro Paese e della nostra bella Toscana, che ha bisogno di segni, parole e politiche nuove. Ci auguriamo che lei condivida le nostre idee e che ne faccia tesoro per il futuro». —
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