Toscana
Giovani università: la Sant’Anna quarta al mondo
Pisa
La Sant’Anna di Pisa continua a scalare posizioni nella classifica mondiale delle giovani università diffusa da The - Times Higher Education - per valutare le performance delle giovani istituzioni universitarie fondate da meno di 50 anni. Lo Young University Rankings 2020 è considerato uno dei più influenti al mondo e i suoi risultati diffusi ieri attribuiscono alla Scuola superiore fondata nel 1987 la quarta posizione a livello mondiale. Si tratta tanto del migliore risultato ottenuto da un’università italiana quanto di un consolidamento dell’istituto di piazza Santa Caterina nelle posizioni di vertice
Oltre ad essere la quarta giovane università al mondo, la Scuola Sant’Anna è la prima tra le 13 italiane presenti in classifica e la seconda tra le europee. Un risultato che arriva nonostante sia aumentata la competitività con le università asiatiche che, sostenute da massicci investimenti statali in ricerca e formazione, si pongono al vertice di questo ranking: The Hong Kong University of Science and Technology e Nanyang Technological Univertsity of Singapore sono rispettivamente in prima e in seconda posizione. In terza posizione Paris Sciences et Lettres - Psl Research University Paris, seguita appunto dalla Scuola superiore pisane.
Per compilare la classifica delle giovani università, gli analisti di The (Times Higher Education) hanno utilizzato valutato in particolare la formazione, la ricerca (attraverso il numero e il “peso” delle pubblicazioni e il relativo numero di citazioni), il trasferimento tecnologico, l’apertura internazionale. Questi e altri indicatori, sottolineano gli analisti di The, «sono stati ponderati per riflettere le speciali caratteristiche delle istituzioni universitarie più giovani, come la loro dinamicità e la propensione all’ulteriore sviluppo».
«È un risultato significativo e di cui siamo fieri – commenta la rettrice Sabina Nuti –. Siamo un ateneo giovane sia perché abbiamo poco più di 30 di vita ma perché è giovane anche la composizione del corpo docente, dove i ricercatori e assegnisti contribuiscono con il loro impegno ed entusiasmo ai risultati eccellenti nel campo della ricerca e della formazione. Questo risultato ci responsabilizza ancora di più». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google